Regolarizzazione dei migranti, Bellanova: "Se non passa lascio"
Sull'emersione dei lavoratori in nero si profila uno scontro nella maggioranza. Da una parte la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, e la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, in sintonia: "C'è una condivisione di fondo. Ieri abbiamo avuto degli incontri. Riguarderà anche tanti italiani oltre che gli stranieri. C'è la necessità di far emergere questi lavoratori non solo per garantire i diritti delle persone, ma anche per esigenze di sicurezza sanitaria che in questo momento sono necessarie. Stiamo lavorando e spero che nelle prossime ore si riesca ad arrivare ad un testo definito", ha detto a Radio anch'io la ministra dell'Interno. Dall'altra i M5s, assolutamente contrari, come ribadisce il capo politico Vito Crimi a Radio 24: "Le ipotesi in campo riguardano la possibilità di concedere permessi di soggiorno temporanei per gli immigrati irregolari. Questo non aiuta l'emersione del lavoro nero, anzi lo fa aumentare. Non accetto però i permessi di soggiorno temporanei, perché così il lavoro nero aumenta".
La proposta. La Bellanova, però, non fa passi indietro: è pronta a lasciare se non ci sarà questa regolarizzazione: "Non è una battaglia strumentale per il consenso. Queste persone non votano. Se non passa, sarà un motivo di riflessione sulla mia permanenza al Governo. Non sono qui per fare tappezzeria". Sempre su Radio anch'io la ministra ha difeso la volontà di far emergere i lavoratori non regolari: "Tra le persone c'è diffidenza perché per anni si è fatta passare l'idea che i diversi sono i nemici e che gli immigrati vengono qui a toglierci il lavoro. Sono invece fondamentali per portare avanti alcune attività, non solo in agricoltura dove rischiamo sperperi enormi per la mancata raccolta, ma anche le badanti che assistono tante persone anziane".
Il permesso di soggiorno. Bellanova spiega: "Puntiamo a concedere un permesso di soggiorno temporaneo per sei mesi, rinnovabile per altri sei, per le aziende e le famiglie che vogliono regolarizzare. Ci sarà anche un contributo per lo Stato, anche se non bisogna esagerare: si tratta di persone sfruttate per 3 euro l'ora facendo concorrenza sleale alle imprese che rispettano le regole".
Riguardo alle stime, che parlano di 600mila persone interessate da un provvedimento di emersione dal lavoro nero, la ministra delle Politiche agricole non si esprime: "Non sono in grado di dirlo, si tratta di chi può avere un contratto. Partiamo dai lavoratori nei campi, altrimenti qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di far marcire i prodotti nei campi, e dalle badanti".
L'ira di Salvini. Matteo Salvini, ai microfoni di SkyTg24, ha commentato le parole del ministro Teresa Bellanova: "E' allarmante" la notizia che "un ministro di un settore strategico come l'agricoltura minacci le dimissioni perché al governo stanno litigando sulla regolarizzazione di 600 mila lavoratori irregolari". Il leader della Lega attacca "Che ci siano contrasti nel governo su questo è gravissimo", e ribadisce la sua contrarietà a una "maxi sanatoria di massa perché sarebbe un pessimo segnale nei confronti di chi ha sempre rispettato le regole". A 7Gold Salvini ha ribadito: "Ci sono altri modi per aiutare il settore agricolo, il voucher sul lavoro a tempo, proporre questo lavoro ai disoccupati e cassintegrati a chi percepisce il reddito di cittadinanza". Che conclude, sulla proposta di sanatoria della ministra Bellanova, "Ovviamente la Lega è e rimarrà contraria perché sarebbe un premio all'illegalità".
