Lucano escluso dalle regionali: “Resto al fianco del centrosinistra”
La commissione elettorale di Reggio Calabria ha dichiarato inammissibile la candidatura di Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace ed eurodeputato, provvedimento confermato anche a Cosenza dove figurava come capolista. Alla base della decisione vi è l’applicazione della legge Severino, che rende incandidabili coloro che hanno riportato una condanna definitiva superiore ai sei mesi per reati commessi con abuso di potere. Lucano, lo scorso febbraio, ha infatti ricevuto una condanna definitiva a 18 mesi per falso in atto pubblico.
La vicenda ha immediatamente sollevato reazioni nel campo progressista. Fernando Pignataro, segretario regionale di Avs, ha definito la ricusazione “un atto politico” volto a ostacolare una delle figure più popolari del fronte progressista. Una posizione che sarà approfondita nei prossimi giorni dai vertici nazionali della formazione, attesi in conferenza stampa.
Lucano, dal canto suo, ha annunciato ricorso alla Corte d’Appello, affidandosi all’avvocato Andrea Dacqua, ma non nasconde amarezza: “C’è un filo conduttore che parte dalla mia vicenda giudiziaria, passa per la decadenza, la Severino, e arriva a questo epilogo. Mi ha spento l’entusiasmo, ma continuerò a sostenere con convinzione la lista di Avs e il candidato presidente Pasquale Tridico. Per la prima volta il centrosinistra è unito: andiamo avanti comunque”.
Nonostante lo stop alla sua corsa, Lucano ribadisce dunque il proprio impegno politico e il sostegno al progetto progressista, rinnovando l’appello all’unità come unico strumento per affrontare le sfide future.
