'Ndrangheta, processo Andromeda. Il pentito: "Guarascio appoggiato dal clan Pesce"
Il patron del Cosenza calcio e di Ecologia Oggi citato dal collaboratore di giustizia che ricorda il fallimento di un'estorsione per volere della famiglia del Reggino
Rivelazioni shock emergono dai verbali del processo Andromeda, contro le cosche del Lametino, che si sta celebrando a Catanzaro. Agli onori delle cronache salgono le dichiarazioni del pentito Gennaro Pulice. Il collaboratore di giustizia si sofferma sul ruolo della famiglia Pesce di Rosarno nel controllo del porto di Gioia Tauro. E salta fuori il nome dell'imprenditore Eugenio Guarascio, patron del Cosenza Calcio e di un'azienda, Ecologia Oggi, che opera nel settore ambientale da quasi trent'anni occupandosi, nello specifico, della raccolta dei rifiuti, anche speciali e pericolosi, della bonifica di siti contaminati, della gestione degli impianti di depurazione e di rifiuti come il termovalorizzatore di Gioia Tauro.
L'estorsione fallita. Il pentito chiarisce di aver provato a compiere un'estorsione ai danni dell'imprenditore, salvo vedersi impedito da tale Mimmo Cannizzaro, con una motivazione evidente: “No, perchè i Pesce non lo vogliono”. “Da quelle parole ho compreso tante cose” – ha riferito Pulice – a partire dal fatto che “ Guarascio è appoggiato dalla famiglia Pesce di Rosarno” e che all’interno del porto di Gioia Tauro “l’hanno fatto entrare i Pesce sia perché paga le estorsioni direttamente a loro ma sia perché i Pesce hanno fatto assumere persone vicine a loro da questo Guarascio lì a Gioia Tauro”. Da capire adesso i risvolti che queste affermazioni potranno avere sull'imprenditore. Ovviamente, le verifiche sono già state avviate dagli inquirenti
