Vibo, via libera al piano di riequilibrio: "Lotta all'evasione fiscale per evitare un altro default"
Sette ore di dibattito prima del via libera definitivo. Disco verde al piano di riequilibrio che vale 24,5 milioni di euro e che nelle intenzioni serve ad evitare un secondo dissesto finanziario. In diciannove hanno votato sì al piano proposto dalla Giunta Limardo mentre sette sono stati i voti contrari. "Questo - ha spiegato il sindaco - è l'unico modo per evitare la dichiarazione di un secondo dissesto. Il piano è audace e si regge su alcun misure delle quali di tanto in tanto bisognerà valutare la sostenibilità. Punteremo molto a migliorare l'organizzazione del personale e a colmare le larghe sacche di evasione esistenti. In questo processo sarà necessario l'aiuto di tutti: maggioranza, opposizioni, parti sociali dovranno remare nella stessa direzione". Ora però il delicato strumento finanziario varato dall'Amministrazione comunale dovrà passare al vaglio del Ministero dell'Interno prima e della Corte dei Conti dopo.
Il piano di riequilibrio. A spiegare nel dettaglio la "manovra" ci ha pensato l'assessore dal Bilancio Maria Nardo. Tre le macro-aree individuate: il contesto, la massa passiva, le misure di risanamento. Sul primo punto il commissario aveva già avviato l'iter per il piano di riequilibrio approvando atti fondamentali. "Non avevamo scelta - ha sottolineato - e dovevamo dare anche in fretta visti i tempi ridotti". Quanto alla massa passiva ad arrivare a quasi 25 milioni di euro è stata l'analisi del contenzioso che non era stata effettuata in precedenza: "Il rischio di soccombenza dell'Ente - ha spiegato la Nardo - deve essere previsto". Sulle casse comunali pesano poi i 13 milioni frutto del consuntivo 2018 che - secondo l'assessore al Bilancio - in tre anni non sarebbero stati ripianabili". Con le tasse già al massimo e i servizi al minimo, per palazzo "Luigi Razza" si prevedono altri quindici anni di sacrifici. "Le tasse - ha chiarito la Nardo - non aumenteranno essendo già al massimo". Come? Pensando al miglioramento generale negli incassi e, quindi, "adottando anche misure impopolari".
