Il rapporto dell'Istat sulla mortalità totale nei comuni italiani in riferimento al primo trimestre del 2020, redatto insieme all'Istituto Superiore di Sanità (Iss), mostra come rispetto agli altri anni la media dei decessi in Calabria sia rimasta pressoché stabile. Si tratta di uno studio molto importante in quanto, come scrive lo stesso Istituto nazionale di statistica, l’analisi di tutte le cause di morte del 2020 "consentirà di valutare quanto l’eccesso di mortalità osservata nel 2020 sia attribuibile anche ai decessi di persone non sottoposte al test ma certificate dai medici sulla base di una diagnosi clinica di Covid-19 (che al momento non sono conteggiate nella sorveglianza) e quanto agli effetti indiretti correlati o non all’epidemia".

Letalità più alta per gli uomini. Lo studio, effettuato sui dati forniti da 6.866 comuni (l'87 % dei 7.904 totali), fornisce anche importanti elementi statistici sui contagi da Coronavirus: l'età media è di 62 anni e il 52,7% è di sesso femminile. Nelle fasce di età 0-9 anni, 60-69 e 70-79 anni, però, si osserva un numero maggiore di casi di sesso maschile. Nella fascia di età maggiore di 90 anni, invece, il numero di soggetti di sesso femminile è più del triplo rispetto a quello di soggetti di sesso maschile, probabilmente dovuto alla netta prevalenza di donne in questa specifica fascia di età. Per quando riguarda i decessi, invece, la letalità è più elevata in soggetti di sesso maschile in tutte le fasce di età, ad eccezione della fascia 0-19 anni. Nel 34,7% dei casi, inoltre, viene riportata almeno una co-morbidità (una tra: patologie cardiovascolari, patologie respiratorie, diabete, deficit immunitari, patologie metaboliche, patologie oncologiche, obesità, patologie renali o altre patologie croniche).

A Bergamo morti aumentati del 568%. "Il 91% dell’eccesso di mortalità riscontrato a livello medio nazionale nel mese di marzo 2020 - si legge nella relazione - si concentra nelle aree ad alta diffusione dell’epidemia: 3.271 comuni, 37 province del Nord più Pesaro e Urbino". Nell’insieme di queste province i decessi per il complesso delle cause sono più che raddoppiati rispetto alla media 2015-2019 del mese di marzo. Le province più colpite dall’epidemia, però, hanno pagato "un prezzo altissimo in vite umane", con incrementi percentuali dei decessi nel mese di marzo 2020, rispetto al marzo 2015-2019, a tre cifre. Bergamo, ad esempio, ha visto un aumento dei morti del 568%, Cremona del 391% e Lodi  del 371%. Ma meritano di essere citate anche: Brescia (291%), Piacenza (264%), Parma (208%), Lecco (174%), Pavia (133%), Mantova (122%), Pesaro e Urbino (120%).

I decessi in Calabria. Il report mette per iscritto un dato che il bollettino giornaliero della Protezione civile già indicava: "Nelle Regioni del Sud e nelle isole la diffusione delle infezioni è stata molto contenuta, in quelle del Centro è stata invece mediamente più elevata rispetto al Mezzogiorno". Ma fornisce anche numeri precisi circa i decessi. Nel periodo 20 febbraio-31 marzo, infatti, la media delle morti in Calabria tra il 2015 e il 2019 è stata di 1902 persone. Nel 2020, invece, i decessi totali sono stati 1918, di cui 18 per Coronavirus (numero in realtà più basso rispetto al bollettino ufficiale della Regione che al 31 marzo ne indicava 36, questo a causa della mancanza dei dati di alcuni comuni).

I dati sulla mortalità provincia per provincia. In alcune province calabresi la mortalità ad inizio 2020 è addirittura in ribasso rispetto allo stesso periodo degli ultimi anni. Nello specifico: in provincia di Catanzaro la media dei decessi tra il 20 febbraio e il 31 marzo, dal 2015 al 2019, è di 362, mentre nel 2020 in totale sono morte 356 persone di cui 2 per Coronavirus; a Cosenza, a fronte di una media degli ultimi anni di 581 morti, quest'anno ce ne sono stati 586 di cui 3 a causa del Covid-19; nel Crotonese, invece, quest'anno sono venute a mancare complessivamente 178 persone contro le 174 di media degli ultimi anni, di cui 4 a causa del virus; in provincia di Reggio, poi, a fronte dei 602 morti in media tra il 2015 e il 2019, sempre nel periodo 20 febbraio-31 marzo, quest'anno sono stati 611 decessi di cui 8 positivi al virus; infine nel Vibonese ci sono stati 187 morti complessivi nel periodo iniziale del 2020 contro le 182 di media degli ultimi anni, di questi solo uno per Coronavirus.