Coronavirus, Calabria investita dalla quarta ondata: ospedali in difficoltà
La Calabria è in piena quarta ondata. Lo dicono i numeri: incremento costante della pressione nelle strutture ospedaliere, con l'aumento del tasso di occupazione dei posti letto sia nelle terapie intensive che nell’area medica. In entrambi i reparti si è ampiamente superata la soglia di allerta. Nell’ultimo monitoraggio, la Calabria risultava tra le prime in Italia per saturazione nelle rianimazioni con un tasso di occupazione del 16,6%. Ancora peggio nel reparti dedicati ai malati Covid dove la percentuale sfiora ormai il 26% (esattamente il 25,9%). Parametri che hanno indotto il Governo a prorogare la zona gialla per altre due settimane. E' il peggio non è finito. Se il trend non dovesse arrestarsi, già nelle prossime settimane il passaggio nell’area arancione diventerebbe più che una ipotesi. A preoccupare sul quadro complessivo dell’andamento dell’epidemia in Calabria, anche l’alto tasso di positività che continua a registrare lo screening quotidiano effettuato dal sistema sanitario regionale. Nell’ultima rilevazione infatti anche questa percentuale è pari al 8,37% contro una media nazionale del 5,6%.
Campagna vaccinale. Nel frattempo la campagna vaccinale prosegue a rilento. Mentre in Italia il tasso di soggetti con un’età superiore agli 80 anni vaccinati è pari al 93,38%, in Calabria quella percentuale scende al 81,29%. E nella popolazione tra i 70 e i 79 anni il tasso è pari all’86,6% contro la media nazionale del 91,79%. Non va meglio neppure nelle altre fasce di età come nei soggetti compresi tra i 60 e i 69 anni quando in Italia il tasso di somministrazione è pari al 89,29% a differenza della Calabria è al 86,6%. Ma la differenza diviene ancor maggiore è tra i soggetti in cui in questo momento si segnalano come maggiori vettori di trasmissioni cioè la popolazione più giovane quella compresa tra 12 e 19 anni. Se in Italia la copertura è pari al 72,37%, in Calabria è al 67,77%. Ma a registrare valori inferiori alla media italiana sono anche le altre fasce di età. Insomma, non c'è da stare allegri.
