Una comunità sotto shock quella di Strigno, frazione di Castel Ivano, in provincia di Trento, dove nella notte tra il 13 e il 14 gennaio è stato scoperto il corpo senza vita di Mauro Sbetta, 68 anni. Quello che inizialmente poteva sembrare un tragico incidente domestico si è trasformato, nel giro di poche ore, in una vera e propria indagine per omicidio volontario.

L’allarme è scattato intorno alle 3 del mattino. Quando i soccorritori e le forze dell’ordine sono entrati nell'abitazione dell'uomo, si sono trovati di fronte a una scena drammatica. Il corpo di Sbetta era riverso nel soggiorno, circondato da numerose tracce ematiche.

I primi rilievi effettuati dai Carabinieri hanno evidenziato dettagli inquietanti che hanno subito fatto propendere per l'azione di terzi: una lesione che non appare compatibile con una caduta accidentale. In camera da letto, i vetri della porta finestra sono stati trovati infranti, suggerendo un possibile ingresso forzato o una colluttazione terminata tragicamente.

La Procura della Repubblica di Trento ha immediatamente aperto un fascicolo per omicidio, coordinando gli accertamenti della scientifica che si sono protratti per tutta la giornata. Gli inquirenti stanno scavando nella vita del 68enne per capire se avesse contrasti con qualcuno o se sia rimasto vittima di una rapina finita nel sangue.

Il tassello fondamentale per definire l'esatta causa del decesso arriverà dall'esame autoptico, già fissato per venerdì 16 gennaio. I medici legali dovranno stabilire l'ora esatta della morte e se l'arma del delitto possa essere un oggetto contundente utilizzato per colpire l'uomo alle spalle. Al momento, gli investigatori mantengono il massimo riserbo, mentre il piccolo centro della Valsugana attende risposte su una morte che appare priva di spiegazioni.