Tagli alla sanità nelle aree interne: è scontro tra i sindaci e l’Asp di Vibo
I primi cittadini di Fabrizia e Mongiana contro la delibera 176: «Decisione calata dall'alto nell'ultimo giorno di mandato della Commissione. Pronti alla mobilitazione»

Un fulmine a ciel sereno che agita i centri delle Serre vibonesi. La pubblicazione della Delibera n. 176 dell'8 aprile 2026, adottata dalla Commissione Straordinaria dell'ASP di Vibo Valentia, ha scatenato la dura reazione dei sindaci del territorio. Al centro della contesa c’è la riorganizzazione della Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica), che prevede l'unificazione del presidio di Mongiana con quello di Fabrizia, con un servizio attivo solo a giorni alterni.
Secondo l’Azienda Sanitaria, la scelta sarebbe giustificata dalla breve distanza (poco più di 7 km e 12 minuti di auto) che separa i due comuni. Una visione puramente aritmetica che, secondo gli amministratori locali, ignora le fragilità di un’area montana complessa. «Si tratta di una riorganizzazione basata su meri parametri numerici che non tiene conto delle reali esigenze del territorio», dichiarano i Sindaci in una nota congiunta. «Si ignorano fattori fondamentali come l'alto tasso di popolazione anziana, le croniche carenze della viabilità e le avversità climatiche che spesso rendono queste strade impraticabili durante le allerte meteo».
Ciò che fa indignare i rappresentanti dei cittadini è soprattutto il metodo. La delibera è stata infatti adottata nell'ultimo giorno di mandato della Commissione straordinaria, senza un reale confronto con i sindaci, che sono le massime autorità sanitarie locali.
I primi cittadini smentiscono categoricamente che la Conferenza dei Sindaci del 22 gennaio scorso avesse dato il via libera a questo piano: in quella sede - specificano - si era concordato di discutere una proposta, mai però sottoposta al parere dell'assemblea. Inoltre, la decisione è stata presa autonomamente, scavalcando il ruolo dei territori.
Per i comuni di Fabrizia e Mongiana, questo provvedimento rappresenta l'ennesimo colpo ai servizi essenziali delle zone interne, già provate dallo spopolamento. L'unificazione delle postazioni a giorni alterni viene vista come un pericoloso indebolimento della rete di primo soccorso in un'area dove la tempestività dell'intervento può fare la differenza tra la vita e la morte.
I Sindaci hanno annunciato che non resteranno a guardare: «Esprimiamo formale protesta e ci impegniamo a contrastare con ogni mezzo consentito questa decisione. Tuteleremo il diritto alla salute dei nostri cittadini contro ogni scelta scellerata che calpesta la dignità delle aree interne».
