Giusto processo e separazione delle carriere: a Pizzo il gotha della legalità per il "Sì"
Appuntamento venerdì 20 marzo alla Casa della Cultura. Esponenti della Cassazione, avvocatura e istituzioni a confronto sulla riforma della Giustizia e l'articolo 111 della Costituzione
Mettere al centro il cittadino e la parità tra accusa e difesa: è questo l'obiettivo dell'atteso incontro-dibattito "Un Sì per dare piena attuazione al Giusto Processo", che si terrà venerdì 20 marzo alle ore 17:00 presso la Casa della Cultura di Pizzo. L'evento, promosso dal Comitato Provinciale presieduto da Patrizia Venturino, si preannuncia come uno dei momenti di approfondimento giuridico più significativi della stagione.
Il cuore del confronto sarà l’analisi dell’articolo 111 della Costituzione. Secondo gli organizzatori, i principi di terzietà del giudice e ragionevole durata del processo necessitano oggi di una riforma coraggiosa, che passi inevitabilmente per la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e inquirente.
Il parterre degli ospiti è di altissimo profilo. I lavori si apriranno con i saluti della presidente Venturino, del sindaco di Pizzo Sergio Pititto, del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vibo Valentia Francesco De Luca e di Giuseppe Bagnato, presidente della Camera Penale vibonese.
Dopo l'introduzione di Domenico Carreri, il dibattito entrerà nel vivo con le relazioni tecniche di Francesco Iacopino (Presidente Camera Penale Catanzaro) e di Giuseppe Cricenti, Consigliere della Suprema Corte di Cassazione. Particolare attesa per la testimonianza di Gianluca Callipo, mentre le conclusioni saranno affidate all'avvocato Giuseppe Sardanelli, con la moderazione del giornalista Maurizio Bonanno.
«Il giusto processo non è una formula astratta, ma un pilastro della democrazia — evidenzia in una nota il Comitato Provinciale —. Garantire l’equilibrio tra accusa e difesa significa intervenire sulle criticità attuali. Un giudice che non condivide il percorso formativo con il pubblico ministero è, agli occhi del cittadino, chiaramente più imparziale».
L'iniziativa non vuole essere un semplice momento per addetti ai lavori, ma un'occasione aperta a tutta la cittadinanza per comprendere come la riforma incida direttamente sui diritti fondamentali delle persone, puntando a rendere la magistratura ancora più credibile e aderente al dettato costituzionale.
