Alluvione Vibo, giustizia in ritardo. Istanza di incostituzionalità
Il processo "Alluvione Bis" dovrebbe riprendere il prossimo ventidue settembre. La proposta finita nel mirino è il tentativo di raddoppiare i termini della prescrizione
Il raddoppio dei termini di prescrizione per il reato di disastro colposo. Una strada quella intrapresa dal Tribunale di Vibo nel processo bis sull'alluvione del 3 luglio 2006, che potrebbe essere sottoposta alla verifica di legittimità costituzionale. Ad invocare la verifica, al cospetto del Collegio presieduto dal giudice Lorenzo Barracco, è stato l'avv. Tony Crudo, difensore della famiglia Marzano.
Considerato che la pena massima è dodici anni, appare infatti irragionevole secondo il legale che sia previsto lo stesso termine di prescrizione per l'ipotesi dolosa e per quella colposa, tenuto conto che le pene previste nell'uno e nell'altro caso, sono completamente diverse".
Ad ogni modo, qualora l'istanza prodotta dall'avv. Crudo venisse accolta, gli atti saranno trasmessi alla Consulta per la verifica di legittimità costituzionale. Se, invece, nel frattempo la Corte avrà già deciso su questioni simili, i reati si dovranno dichiarare prescritti. In questo procedimento, che riprenderà il prossimo 22 settembre, gli imputati sono chiamati a rispondere di disastro colposo. Tra gli accusati ex amministratori del Comune di Vibo, della Provincia e del Nucleo industriale. Parti civili i familiari delle tre vittime del disastro oltre che le associazioni ambientaliste, Legambiente e Wwf
