E' nuovamente un uomo libero, Gianluigi Foschini, arrestato nel gennaio del 2018 con l’accusa di essere stato l’esecutore materiale dell’omicidio di Francesco Macrì, avvenuto nell’agosto del 2014. Il grave fatto di sangue avvenne nei pressi del mercato cittadino di Crotone, in pieno centro, ed era costata al Foschini, all’epoca ventisettenne, una condanna in primo grado a 30 anni di carcere. Secondo l’accusa, in un’intercettazione, il fratello del presunto killer gli chiese se avesse utilizzato il cappuccio per non farsi riconoscere, facendo così intendere come nell’ambiente familiare si fosse a conoscenza dell’intenzione di compiere il reato.

I difensori del Foschini sono riusciti ad ottenere la riapertura dell’istruttoria, affermando che la frase pronunciata dal fratello fosse di difficile comprensione. Non essendo dunque facilmente comprensibile le frase pronunciate, è venuta meno la principale tesi dell’accusa.