Compariranno davanti al Gip domani l'uomo di 57 anni e il figlio 15enne, accusati del tentato omicidio avvenuto sul lungomare di Rossano, nel Cosentino.

La sparatoria è giunta al culmine di quella che gli investigatori, in una nota, definiscono "una sequenza di accadimenti quasi surreali, che hanno dato l'immagine distorta di un contesto sociale difficile e compromesso da evidenti dinamiche criminali che pongono in pericolo la pacifica convivenza della gente".


Tutto sarebbe nato da una violenta rissa avvenuta nella tarda serata di sabato, seguita dall'incendio dell'autovettura di uno degli addetti alla sicurezza di un noto locale notturno e, infine, con l'aggressione armata attuata lungo viale Mediterraneo di Rossano, meta in questo periodo dell'anno di giovani e famiglie. Più persone, secondo la ricostruzione degli investigatori, hanno sparato ad altezza d'uomo. I proiettili hanno raggiunto la carrozzeria dell'auto del soggetto preso di mira e solo casualmente non hanno attinto nessuna delle numerose persone presenti lungo il viale. I colpi hanno provocato il panico tra la gente, oltre alla preoccupazione di una cittadina intera.