Il Centro Destra Vibonese "boccia" il piano di dimensionamento scolastico
Dura presa di posizione del neo consigliere provinciale Giuseppe Rombolà: "L’esperienza amministrativa Niglia 2.0, parte con il piede sbagliato"
Il Piano di dimensionamento scolastico provinciale per l'anno 2017-2018 adottato dal presidente della Provincia Andrea Niglia non piace neanche al gruppo consiliare del Centro Destra Vibonese. "Il nostro giudizio su tale delibera - osserva il neo consigliere provinciale Giuseppe Rombolà - è assolutamente negativo, oltre che per che il metodo utilizzato, anche perché si appalesa totalmente illegittima sotto più profili. Le proposte di rimodulazione e/o ridimensionamento in esso previste, nella quasi totalità dei casi, si pongono, infatti, in palese contrasto con gli interessi pubblici che dovrebbe, al contrario, perseguire. La proposta, infatti non tiene conto della contiguità territoriale mentre sembra privilegiare interessi individualistici se non addirittura clientelari. Il Presidente Niglia, inoltre, pare abbia adottato il piano senza sentire i Sindaci dei Comuni interessati in via preventiva. Se tale circostanza fosse vera, si tratterebbe di un fatto grave che, oltre a rappresentare un ulteriore atto di arroganza politica e di totale mancanza di rispetto nei confronti dei Sindaci, andrebbe a rendere il provvedimento irrimediabilmente illegittimo".
Rombolà auspica che il piano subisca "una severa censura dai competenti organi regionali" e invita Niglia ad annullare la delibera in autotutela. "In mancanza di ciò - sottolinea - ci faremo promotori di una richiesta di Convocazione del Consiglio al fine di procedere alla revoca". Il Centro Destra Vibonese contesta anche nella forma l'adozione del piano. "Trattasi - si legge nella nota - di una competenza riservata al Consiglio Provinciale che il Presidente ha avocato a sé con una giustificazione decisamente stucchevole. Riteniamo che questo modo di operare evidenzi, oltre all’arroganza politica di Niglia, assoluto sprezzo nei confronti del neo Consiglio provinciale. Il Presidente Niglia, con motivazioni palesemente ridicole, ha come primo atto del secondo biennio esautorato il Consiglio di una propria competenza con l’evidente ed esclusivo fine di far passare una piano che, verosimilmente, l’Assemblea avrebbe bocciato".
