Giovane ucciso nel Vibonese: ancora ombre sull'omicidio (NOME)
Un delitto su cui ancora persistono molte ombre. E intanto una comunità, quella di Mileto, si pone degli interrogativi sempre più pressanti. A cominciare dalla domanda delle domande: quali sono state le vere modalità dell'uccisione, avvenuta la sera del 29 maggio di sei anni fa di Francesco Prestia Lamberti ?
Ieri sera, per come riporta "Gazzetta del Sud", nella chiesa della Santissima Trinità si è celebrata un messa in ricordo della giovanissima vittima. "Un momento di preghiera e di riflessione - afferma il coordinamento provinciale di Libera – per ribadire quanto Francesco sia vivo dentro ogni nostra azione quotidiana e dentro la nostra voglia di riscatto e di denuncia verso ogni forma di violenza". Dell’uccisione di Francesco, giovane brillante capitano delle giovanili del “Mileto calcio”, si è autoaccusato un altro giovane del posto all’epoca minorenne, Alex Pititto già condannato dal Tribunale dei minori. La sera stessa Pititto indicò ai carabinieri il luogo in cui sarebbe avvenuto l’omicidio. Un delitto – secondo le dichiarazioni rese dallo stesso omicida – scaturito da motivi di carattere sentimentale. Ma la terribile vicenda – che all’epoca sconvolse la cittadina normanna e l’intera provincia e di cui si parla anche nella recente operazione antimafia “Maestrale-Carthago – non è affatto chiusa. Le zone d’ombra sono, infatti, ancora tante a partire dall’arma del delitto, di proprietà del nonno dell’omicida e detenuta regolarmene, che non è stata mai ritrovata.
