Abbiamo osato chiedere, anche attraverso diffide, il rispetto della normativa inerente il commercio di frutta all'aperto, evidenziando come "la merce esposta agli agenti inquinanti costituisca una violazione dell'obbligo di assicurare l'idonea conservazione delle sostanze alimentari".  Così prevede la legge, proprio per garantire "che i prodotti giungano al consumo con le cure igieniche imposte dalla loro natura".  Lo scrive in una nota il Codacons di Catanzaro che aggiunge: "La situazione della vendita itinerante di prodotti alimentari è, a dir poco, preoccupante, ma non seria. Eppure gli alimenti esposti all'aperto senza alcuna cautela, a ridosso di strade congestionate dal traffico e, quindi, a contatto con gas di scarico dei veicoli, potenzialmente pericolosi per la salute dei cittadini, sono sotto gli occhi di tutti. Evidentemente, forse per non infastidire chi potrebbe tornare utile nelle frequenti competizioni elettorali, si è venuta a creare una situazione di privilegio, a scapito della salute. Ma c'è di più".


"Infatti -prosegue la nota - a differenza dei commercianti tradizionali, c'è chi omette di pagare l'occupazione di suolo pubblico e gode di spazi (gratuiti) dove esporre la merce lungo strade. Il Codacons ha chiesto che venga adottato "ogni è più opportuno provvedimento teso alla tutela della salute dei consumatori"... tuttavia rispetto alla salute prevale il consenso che i "privilegiati" possono esprimere. Vedremo ora cosa ne pensa la Procura...anche se è avvilente dover chiedere il presidio dell'Autorità Giudiziaria per il rispetto dei più elementari diritti".