Dai banchi di scuola al red carpet, il sogno di Swami al Liceo "Morelli" di Vibo
Il 29 ottobre per il Liceo Classico "Morelli" sarà una mattinata dedicata al Cinema d’Autore ambientato in Calabria: infatti nell’Auditorium si terrà un Cineforum con la proiezione del film “A Chiara” di Jonas Carpignano, seguito da un incontro con la giovane protagonista Swami Rotolo, utile a creare una riflessione in seguito alla visione dell’opera pluripremiata.
L’incontro, introdotto dal dirigente scolastico, Raffaele Suppa, sarà moderato e gestito dalle professoresse Maria Concetta Preta e Caterina Inzillo insieme agli alunni promotori: Francesco Modafferi e Marco Pacienza (rappresentanti d’Istituto) e Lucia Rosaniti (rappresentante della Consulta). Presente l’avv. Concetta Grillo, che ha preso parte alle riprese del film.
La storia
“A Chiara” è incentrato sulla vicenda di Chiara, una quindicenne calabrese che apparentemente normale, che vive la sua vita come altri migliaia di coetanei: scuola, palestra, famiglia, amiche, canzoni, pettegolezzi sul lungomare di Gioia Tauro, qualche innocua ribellione. Finché, durante la festa per i diciotto anni della sorella Giulia, arrivano alcuni uomini, e succede qualcosa di poco chiaro: il padre se ne va, poi torna a casa, poi scappa dal retro. E qualcuno incendia la sua auto.
Ecco, quella macchina in fiamme, è il punto di innesco che apre un’altra dimensione: da qui parte il viaggio della protagonista, che si accorge del lato oscuro della sua famiglia, dell’ombra criminale di suo padre. Ma Chiara non volta lo sguardo altrove, nonostante la madre cerchi di tranquillizzarla, nonostante Giulia reagisca alle sue insistenti domande apostrofandola “bambina”. La sorella, che sa, ha l’atteggiamento opposto: convive con quell’ombra, senza farsi troppi problemi inutili. Chiara, invece, vuole capire di più, come se quella sua personale inchiesta non fosse altro che un processo di conoscenza di sé stessa. Segue, pedina, chiede, attacca, non accetta facili rassicurazioni né compromessi. E, soprattutto, va a fondo: nel bunker sotto casa, in cui Chiara si rifugia e pare quasi ambientarsi; nel nascondiglio tra le montagne, in aperta campagna, dove affronta finalmente il padre.
E da lì è tutto un viaggio sotterraneo nei traffici illeciti, tra retrobottega, depositi, portabagagli, posti di blocco. Al punto che il film sembra quasi diventare il racconto di un’educazione criminale, la definitiva realizzazione di un’affiliazione fondata sul legame di sangue.
Il film ha trionfato alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes 2021. Prodotto da Lucky Red, è stato venduto in tutto il mondo. La protagonista Swami Rotolo, all’epoca diciassettenne (già nel 2017 nel cast de “A Ciambra” sempre diretto da Carpignano) ha stabilito un record: è stata la più giovane vincitrice del David di Donatello come Miglior Attrice Protagonista.
Nata a Gioia Tauro, bella faccia mediterranea che “buca” lo schermo, attrice autodidatta, sul set ha recitato con la sua vera famiglia. Il futuro di Swami, il cui significato è “amore”, è dunque scritto nelle stelle.
