In Calabria bambino di 11 anni con disabilità gravissima ottiene un dispositivo essenziale solo dopo esposti in Procura
Famiglie con figli disabili ostaggio della burocrazia: Alecci denuncia ritardi e disservizi nelle forniture sanitarie

È una battaglia quotidiana fatta di attese, carte, silenzi e rimpalli burocratici quella che troppe famiglie calabresi con figli affetti da gravi disabilità sono costrette a combattere per vedere riconosciuti diritti garantiti dalla legge. A denunciarlo è il consigliere regionale Alecci, che porta all’attenzione il caso emblematico di una famiglia di Monasterace, costretta a presentare esposti a due Procure prima di ottenere un presidio salvavita per il figlio di 11 anni con una disabilità gravissima.
Si tratta di un dispositivo indispensabile per la nutrizione e la somministrazione di farmaci fondamentali per la sopravvivenza del bambino, utilizzato da anni ma che, ogni volta, la famiglia deve ottenere affrontando un percorso estenuante tra procedure farraginose, richieste inevase e interlocuzioni senza esito con l’Asp competente.
“È vergognoso – afferma il capogruppo Dem in consiglio regionale – e purtroppo non si tratta di un caso isolato”. Il consigliere regionale riferisce di ricevere quotidianamente segnalazioni da genitori stanchi e scoraggiati, che denunciano carenze nelle forniture di strumentazioni e macchinari essenziali, dotazioni insufficienti a coprire il fabbisogno mensile e costi aggiuntivi che le famiglie sono costrette a sostenere di tasca propria.
Una situazione che, secondo Alecci, non ha trovato miglioramenti nonostante siano trascorsi cinque anni dall’insediamento del governo regionale di centrodestra guidato da Roberto Occhiuto. “La nascita di Azienda Zero – sottolinea – presentata quattro anni fa come la riforma più importante della storia della Calabria, non ha prodotto i risultati annunciati, ma ha finito per appesantire ulteriormente la macchina burocratica della sanità, sottraendo risorse ai territori”.
Per questo il consigliere ha presentato una nuova interrogazione in Consiglio regionale, con l’obiettivo di fare chiarezza sulle procedure di fornitura dei presidi sanitari. “Non si tratta di cercare un colpevole – precisa – ma di comprendere come standardizzare gli iter burocratici nei diversi distretti, semplificare i processi, ridurre i tempi di risposta delle Asp e aiutare concretamente le famiglie”.
Tra le richieste avanzate anche l’ipotesi di un Piano regionale di monitoraggio trimestrale sulle forniture, sulle prese in carico pediatriche e sul rispetto delle tempistiche. “Questi bambini e le loro famiglie – conclude Alecci – meritano risposte chiare, immediate e il pieno rispetto del diritto più importante: il diritto alla salute”.
