#NATUZZA | La mistica, il dialogo con i morti e l'Angelo Custode
Svelati in un'intervista di 25 anni fa alcuni dubbi sull'altra vita. “Le anime del Paradiso sono sollevate da terra e gioiscono della vicinanza con Dio"
di VINCENZO VARONEParavati è il luogo dove si avverte ogni giorno la devozione alla Madonna e la forza straordinaria che riesce a sprigionare, nei cuori della gente, la fede. Esattamente come accade a Lourdes e a Fatima, i luoghi mariani della santità che hanno positivamente stravolto l’umanità intera e cambiato il destino del mondo.
"Un verme di terra". Tutto grazie ad una mamma premurosa e attenta come Natuzza Evolo che, fino all’ultimo giorno della sua esistenza, non si è mai voluta assumere meriti (“io - diceva spesso ai suoi interlocutori – sono solo un verme di terra”) e che per tutta la vita ha saputo esprimere al mondo intero, con il suo sacrificio e con la sua semplicità unita ad una grande e inesauribile forza interiore, la bellezza di Dio e del creato e la sua profonda devozione al “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime”, di cui è stata la messaggera.Il conforto ai fedeli. Una ricchezza interiore che si percepiva ad ogni incontro; un percorso umano irripetibile che con la preghiera, le parole giuste, l’umiltà in ogni azione quotidiana e la sapienza, ha portato alla conversione migliaia di persone e confortato genitori in pena, figli in fuga, gente afflitta dalla solitudine e dallo smarrimento dell’anima e giovani assaliti all’improvviso dal dolore di vivere.
Il richiamo dei pellegrini. Il risultato di questo percorso è che oggi ad ogni raduno di preghiera giungono nella Cittadella della Gioia, da ogni angolo della penisola e dall’estero, dai 15 ai 25mila pellegrini. Tra di loro tanta gente afflitta dal calvario della malattia e della dimenticanza ai quali Mamma Natuzza ha dedicato ogni sua energia. La missione di una vita al servizio degli ultimi e dell’umanità dolente di cui si coglie lo spirito in un’ intervista, i cui contenuti sono ancora oggi attualissimi, che raccogliemmo nei primi anni Novanta per la “Gazzetta del Sud”.
L'intervista. Oltre cinquant’anni di autentica missione al servizio della gente e soprattutto di quanti ad un certo punto della loro esistenza si sono improvvisamente trovati in un vicolo buio senza alcuna uscita. Non le è mai pesato tutto questo?
“No, sono sincera, stare vicina agli altri non mi è mai pesato. Quello che ho fatto e che quando mi è possibile, ma sempre più raramente, continuo a fare è frutto dell’amore di Gesù verso tutti noi. Io sono solo un mezzo. Ed il Signore mi ha sempre aiutata a dare qualcosa agli altri soprattutto a chi aveva orami perduto la speranza. Ed in tutti questi anni, sempre con l’aiuto del Signore, sono anche riuscita a non trascurare la mia famiglia, alzandomi presto la mattina e coricandomi tardi la sera”.
-Lei in questi 55 anni ha ricevuto migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo. Australia, Argentina, Stati Uniti, Belgio, Svizzera, Giappone e naturalmente da ogni angolo d’Italia. Vi è qualcuna di queste persone che per un episodio particolare le è rimasta particolarmente impressa?
“Tutti quelli che sono venuti a trovarmi sono rimasti nel mio cuore. Handicappati, persone che avevano problemi di salute, tossicodipendenti che non sanno uscire dalla schiavitù della droga, fratelli che avevano perso la fede. L’altro ieri è venuto a casa mia un giovane affetto dall’Aids. Mi ha abbracciato. Era disperato. Io l’ho confortato dicendogli di avere fede in Dio e di non abbattersi. Da giorni prego per lui e per quanti si trovano nelle sue condizioni”.
-Cosa le chiedono i giovani che la incontrano?
“Vogliono essere aiutati a risolvere i loro problemi. Alcuni sono schiavi della droga, altri dell’alcolismo, altri ancora soffrono per le incomprensioni che ci sono nelle loro famiglie o nel loro ambiente di lavoro. Io faccio quello che posso per aiutarli, con le parole che mi vengono suggerite dall’Angelo Custode”.
Com’è questo Angelo Custode?
“E’ come un ragazzo di otto, dieci anni vestito di bianco, sollevato da terra e pieno di luce”.
-Ed i morti come appaiono davanti ai suoi occhi?
“Le anime del paradiso sono sollevate da terra e gioiscono della vicinanza con Dio. Le anime del purgatorio vivono invece in uno stato di attesa”.
-Cosa che le dicono?
“Cercano sempre di mettere sulla buona strada i familiari e gli amici. E se hanno bisogno chiedono suffragi e preghiere”.
-Natuzza cosa l’addolora di più in questo momento?
“Mi rattristano profondamente le guerre che ci sono nel mondo e che causano migliaia di morti, la droga che miete continuamente centinaia di vite umane e le tante tragedie che si consumano ogni giorno. Io certo di offrire la mia sofferenza. Ma non può bastare”.
-In questo momento si parla tanto di crisi della famiglia. Da dove nasce questo malessere?
“Oggi sia gli uomini che le donne badano troppo alla carriera e al successo e trascurano il bene più prezioso: la famiglia. Dovrebbero invece dedicare più tempo ai figli che per crescere bene devono essere costantemente seguiti dai genitori. I ragazzi oggi hanno bisogno della vicinanza degli adulti più di quanto si possa pensare”.
-Parliamo adesso dell’associazione Cuore Immacolato di Maria – Rifugio delle Anime, da lei tenacemente voluta, nata alcuni anni fa e che ha già realizzato in loco una casa accoglienza per anziani. Come vede il futuro di questa Fondazione?
“La Madonna l’ha voluta quindi andrà avanti senz’altro”.
Quando l’associazione è stata costituita cosa ha provato?
“Ho provato una gioia immensa. In quel momento ho anche pensato: adesso posso anche morire, perché quello che voleva la Madonna si è realizzato”.
-Cos’è per lei l’associazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime?
“Per me è il sesto figlio. Ad essa ci tengo tantissimo”.
-Un’ultima domanda. La rattrista non poter confortare più tante gente come faceva un tempo?
“Si, mi rattrista profondamente”
Il testamento. Mamma Natuzza esattamente qualche anno dopo scrisse anche il suo testamento spirituale nel quale si legge: “Rinnovo il mio amore per tutti. Vi assicuro che non abbandono nessuno. Voglio a tutti bene. E anche quando sarò dall’altra parte continuerò ad amarvi e a pregare per voi. Via auguro che siate felici come lo sono io con Gesù e la Madonna”. Promessa mantenuta.
