Pianeta giustizia al collasso, la Flp-Cse punta sulle assunzioni
“In Italia ormai da tantissimi anni viviamo in una emergenza continua nel settore della Giustizia e salvo alcuni tentativi di inversione di tendenza, concretamente, non c'è stata mai la volontà politica complessiva di risolvere tutti i problemi che stanno portando l'intero pianeta Giustizia a sprofondare negli abissi. Come Flp-Cse abbiamo sempre ribadito e sostenuto che per dare una vera e propria scossa alla stagnante economia italiana bisogna investire con determinazione sulla Pubblica Amministrazione con la necessità della messa in campo di una politica che valorizzi il lavoro pubblico, garanzia di sviluppo economico e sociale , ma anche di crescita civile e di incremento effettivo di occupazione stabile ”.
Puntare sulla P.A. Va dritto al centro del problema il segretario generale Cse-Filai Antonino Nasone, responsabile confederale dipartimento Giustizia Flp-Cse, che punta su una P.A. supportata nei suoi vari settori strategici, con priorità assoluta per il comparto Giustizia, che può creare in un primo triennio 400mila posti di lavoro e in un quinquennio 500mila, “in un momento in cui, invece, il lavoro è sempre più precario e la grande macchia di disoccupazione giovanile si allarga sempre di più, nonostante i proclami e i dati non sempre convincenti di flebili segnali di miglioramento”. In una lettera indirizzata ai ministri della Giustizia, della Pubblica amministrazione, dell’Economia, ai presidenti del Senato, della Camera dei deputati e a tutti i senatori e deputati, Nasone sottolinea la necessità di un’inversione di rotta del sistema giustizia, nel corso degli anni sempre più dequalificata e caratterizzata dalla lentezza dei processi e dalle migliaia di risarcimenti per ingiusta detenzione che lo Stato ha dovuto pagare per una spesa che si aggira intorno ad un miliardo di euro. “Vanno potenziati organici, risorse finanziarie, mezzi del Dog, del Dap, della Giustizia Minorile, di Comunità e degli Archivi Notarili.
Invertire il pianeta giustizia. Un “ progetto” che metta concretamente in campo -aggiunge Nasone- la copertura immediata di tutti i posti (almeno 15 mila nei vari dipartimenti), una politica di nuove assunzioni, dove devono trovare risposte concrete e definitive, i tirocinanti della Giustizia che hanno operato negli uffici giudiziari sin da maggio 2010 e tutti gli altri tirocinanti successivi (i cosìddetti regionali), attraverso le procedure riservate di concorsi per titoli (profili professionali di ausiliario e di operatore giudiziario senza intaccare i percorsi di riqualificazione), rimettendo insieme sia quelli dell’Ufficio del processo e sia tutti gli altri, senza escludere nessuno, trasformando nel frattempo i tirocini nazionali e regionali in contratti a tempo determinato nell’attesa di una definitiva stabilizzazione anche nell’arco di un triennio (2019-2021)”. In questa direzione, la FLP CSE, sta continuando ad operare con il ministero della Giustizia, con il Parlamento e con le Regioni interessate. Ma c’è di più. “L’altro fronte in tema assunzioni che deve continuare a trovare spazio è quello relativo agli idonei del concorso di 800 posti di assistente giudiziario fino ad esaurimento di tutta la graduatoria, così come è utile riprendere il filo d’Arianna con le assunzioni di vincitori ed idonei di concorsi pubblici, modificando però l’attuale norma che prevede una proroga parziale, a singhiozzo e a strozzo in proroga totale, ripristinando, nella sostanza, l’ex legge D’Alia, senza se e senza ma e poi , alla fine del percorso riqualificazione e assunzioni di tutti i vincitori ed idonei, rimettere in piedi la programmazione di nuovi concorsi a copertura dei posti vacanti che di volta in volta si creano ( stiamo parlando di migliaia) in seguito alle persone che vanno in pensione. E anche su questo aspetto stiamo continuando a dare battaglia con i Ministeri interessati ed in Parlamento”.
Istituiti penitenziari al collasso. La battaglia si estende anche all’assunzione del personale Polizia penitenziaria, attraverso la graduatoria degli idonei, tuttora valida, di cui 180 unità da assumere tra uomini e donne che rientrano già nei criteri individuati e previsti dal bando stesso di concorso. “La situazione di sovraffollamento negli Istituti Penitenziari è sempre più insostenibile. Il numero dei detenuti- spiega Nasone- è in costante aumento, producendo gravi conseguenze sulla gestione quotidiana delle strutture penitenziarie. Alla data del 31 ottobre 2019 su 46904 posti regolamentari disponibili nei 191 istituti penitenziari erano presenti 60925, di cui 2676 donne e 20149 stranieri, ossia 14021 in più rispetto alla capienza regolamentare, con un sovraffollamento pari al 130 %, in crescita rispetto al passato. Sono 117 i detenuti morti nell’anno 2019 (i dati si riferiscono al 20 novembre 2019), di questi 43 per suicidio. L’insostenibilità della situazione colpisce in modo particolare i detenuti, ma è scontato, che tali condizioni si ripercuotono, anche sull’operatività del personale civile e di polizia che opera nelle carceri. Gli operatori penitenziari (direttori, educatori, Polizia penitenziaria, assistenti sociali, mediatori culturali, volontari) possono contribuire, in modo diretto ad un intervento qualitativo, dando vita a quegli interventi che garantiscano, il rispetto della dignità umana, offrendo opportunità di cambiamento del reo, producendo così maggior sicurezza negli istituti, riducendo la recidiva, aumentano la sicurezza sociale”. Una situazione insostenibile che ha contribuito a far esplodere in maniera esponenziale le rivolte nelle carceri degli ultimi giorni, a cui sicuramente “ha fatto da detonatore il coronavirus e le restrizioni che si sono abbattute non solo sulla popolazione carceraria, ma del resto d'Italia. Serve molta concretezza e pochi voli pindarici, per recuperare un sistema che ha perso credibilità, e che deve far fronte a morte e devastazione . Serve autorevolezza, e non autoritarismo, non chiusura nè apertura, ma semplicemente l'applicazione alla lettera delle norme di diritto penitenziario, che molti hanno scordato a colpi di circolari. A maggior ragione, in questo contesto, il rilancio della Giustizia e il suo effettivo funzionamento, in tutti i settori (Dog, Dap, Giustizia minorile, Archivi notarili, ), diventa un passaggio obbligato”.
Assunzioni per sconfiggere la mafia. Secondo Nasone per realizzare la vera riforma della Giustizia serve solo la volontà politica. “Per tirare fuori l’Italia da questa “bancarotta giudiziaria” occorrono fatti concreti che mirino a risolvere anche i problemi dello sviluppo e del lavoro, sapendo che per sconfiggere la mafia e i fenomeni devianti bisogna far camminare insieme e parallelamente i binomi sviluppo – giustizia e lavoro – legalità, risolvendo da una parte il problema dell’occupazione e dall’altra contribuendo ad un effettivo e reale funzionamento della Giustizia”.
