Le Istituzioni in "rete" con Skill4Life: educare alle emozioni per una convivenza civile
Avviato il progetto che coinvolge la Regione, la Questura di Catanzaro, l’Azienda sanitaria provinciale e la Direzione scolastica regionale
Ha preso avvio il progetto interistituzionale “Skill for Life”, che vede coinvolti la Regione Calabria, la Questura di Catanzaro, l’Azienda sanitaria provinciale e la Direzione scolastica regionale, che cooperativamente mettono a disposizione specifiche risorse e competenze. Durante la presentazione del progetto, al quale è intervenuto anche il vicepresidente della Giunta regionale Antonio Viscomi, si sono susseguiti gli interventi dei rappresentati delle Istituzioni.
Il progetto. “Skill for Life”, secondo la logica di “rete integrata”, si concretizza in un percorso formativo incentrato sulla metodologia attiva dell’apprendimento in cinque step, curati da Annamaria Bruni, psicoterapeuta dell’Asp, al quale partecipano un gruppo di insegnanti degli Istituti scolastici del capoluogo e della provincia. Viscomi ha ricordato le ragioni profonde che hanno convinto la Regione a partecipare e a sostenere il progetto “Skill4Life”. “Il primo compito della politica e delle istituzioni in Calabria – ha dichiarato il vicepresidente -, a tutti i livelli, è di contribuire a ricostruire un clima di fiducia sociale e istituzionale, di promuovere relazioni positive tra istituzioni e cittadini, di proporre modelli operativi e di comportamento tali da evidenziare in modo chiaro ed evidente che ciò che vale e che ripaga è solo il rispetto delle regole e l’abbandono di atteggiamenti violenti, aggressivi e molesti. Il progetto – ha specificato - che oggi prende avvio è per me solo un tassello di una più ampia azione che reputo necessaria per ricostruire la rete delle relazioni nella comunità, che è composta di uomini, lavoro, emozioni. Ascoltare se stessi per ascoltare gli altri; rimettere al centro della comunità la persona per sentirsene parte; promuovere il benessere socio relazionale a scuola e la convivenza civile attraverso la formazione dei docenti, sperimentare un corso ed un modello di formazione sull'intelligenza emotiva estendibile e replicabile, implementare le competenze dei docenti nell'educare alle emozioni gli studenti: questi gli obiettivi della sperimentazione che oggi trova inizio e che speriamo di poter replicare presto, dopo una attenta valutazione sugli esiti, anche su tutto il territorio regionale”.
I promotori. Il Questore Amalia di Ruocco, promotore dell’iniziativa, ha spiegato che i progetti di educazione alla legalità con gli studenti della scuole, che da molti anni impegnano la Polizia di Stato su impulso del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, hanno grande valore, ma – ha sottolineato - parlare di regole con i ragazzi perché vengano osservate, conoscere le regole per praticarle, non è sufficiente. Da questa considerazione sulla insufficienza dei corsi di legalità, è nata una riflessione su come operare al fine di prevenire comportamenti critici, fino alla violenza, da parte dei ragazzi all'esito della quale si è deciso, seguendo i migliori insegnamenti sul punto, di partire dalla stessa educazione alla e della emotività. Com’è noto, infatti, l’intelligenza emotiva riguarda sia le competenze personali per sviluppare autostima, controllo e motivazione, sia le competenze sociali per sviluppare empatia e comprensione nelle relazioni. “Pertanto - ha concluso il Questore - un percorso guidato di allenamento di queste competenze servirà a fornire una chiave per capire come meglio affrontare i problemi anche nelle aule scolastiche per migliorare i risultati. Come Polizia di Stato, nel nostro impegno per la prevenzione, intendiamo insegnare le regole della civile convivenza per adottare, ciascuno, una condotta di vita nel pieno rispetto l’uno dell’altro”.
