Omicidio Cutrì, il Tribunale della libertà concede i domiciliari alla Barca
E' stata scarcerata la donna rea confessa dell'uccisione del marito avvenuta il 28 febbraio scorso nella frazione di Castellace di Oppido Mamertina
Il Tribunale della libertà di Reggio Calabria ha concesso gli arresti domiciliari a Giuseppina Barca, la donna di Castellace di Oppido Mamertina che ha ucciso il marito Rocco Cutrì, il 28 febbraio scorso. I giudici reggini hanno accolto, nella mattinata di ieri, la richiesta di scarcerazione avanzata dal legale della 63enne, l’avvocato Antinio Attinà. La donna era stata fermata subito dopo il ritrovamento del cadavere da parte del figlio della coppia.
La confessione Giuseppina Barca era comparsa qualche giorno davanti al gip del Tribunale di Palmi Barbara Borelli per l’udienza di convalida del fermo. Il gip, dopo qualche ora, aveva convalidato il fermo e aveva emesso la misura cautelare in carcere. Un faccia a faccia a cui ha partecipato anche il legale della donna, l’avvocato Antonio Attinà, e il sostituto procuratore titolare dell’indagine Ignazio Vallario. Una confessione piena quella della 63enne di Castellace di Oppido Mamertina, che ha raccontato con dovizie di particolari come quel lunedì dell’omicidio ha ucciso suo marito Rocco Cutrì, di 70 anni, con una roncola. Un omicidio che sarebbe maturato dopo lunghi anni di presunti maltrattamenti da parte dell’uomo che aveva deciso di sposare e con cui aveva avuto due figli, uno dei quali ucciso nel 2008 a Sinopoli.
