Nella descrizione della situazione di cassa dell'Ente tutta la necessità e l'urgenza di un intervento governativo, teso all'invio di liquidità e al congelamento dei mutui

Il dissesto finanziario pesa come un macigno. E, senza l'invio di nuova liqudità, la crisi di cassa dell'Ente rischia di farsi irreversibile. Nella descrizione della situazione di cassa della Provincia, inviata dal presidente Andrea Niglia al Governo, c'è tutta la drammaticità di una questione che, per diritti e dignità, merita di essere risolta. Allo stato attuale, il saldo di cassa dell'Ente, "interamente costituito da fondi a specifica destinazione", ammonta a 24mln e 500mila euro. "L'effettiva consistenza dei fondi vincolati dovrebbe essere invece pari a circa 32mln e 500mila". Gli 8mln e oltre di differenza rappresentano "l'entità dei fondi vincolati utilizzati per le spese correnti", ai sensi del Tuel. "L'utilizzo di predetti fondi - scrive Niglia - è stato effettuato nel corso degli anni, in alcuni casi anche per importi superiori ai limiti consentiti".

La "partita" dei fondi vincolati. "Per la Provincia - ricorda Niglia, attraverso una deliberazione della Corte dei conti - l'utilizzo dei fondi vincolati, da strumento di carattere eccezionale previsto dal legislatore, entro rigidi limiti quantitativi e procedimentali, per sopperire a temporanee esigenze di cassa, è divenuto, da tempo, ordinaria e costante attività gestionale". Pertanto, la mancata ricostituzione di tali fondi "conferma una crisi irreversibile di cassa". Ne consegue che, l'Ente, "per evitare un nuovo dissesto ha bisogno di ricostituire i fondi vincolati", per oltre 8mln di euro. Questo darebbe respiro, ma non sarebbe sufficiente per il pagamento di stipendi, mutui e spese correnti.

Stipendi, mutui e spese. Le esigenze della Provincia sono quantificabili in "470mila euro per il costo stipendio mensile comprensivo di oneri a carico dell'Ente, 6mln e 110mila per il costo annuale, 8mln e 400mila euro per il costo dei mutui, 5mln per il costo delle altre spese obbligatorie (fitti, utenze, spese varie per manutenzione strade e scuole)", per un totale di 19mln e 510mila euro. Gli incassi attesi, però, entro dicembre sono circa 11 mln, quota in cui non sono compresi eventuali trasferimenti statali dei quali non si sa "né nel quantum né nei tempi di accreditamento". Ciò detto, lo squilibrio di cassa della Provincia risulta di "8mln e 500mila euro, a cui deve essere sommato l'importo di 8mln necessario per la ricostituzione dei fondi vincolati". E la Provincia resta ingessata.