Dalle indagini è emerso che Donato, tramite la moglie, anche lei arrestata, che andava a trovarlo in carcere, dava disposizioni ai componenti della banda per proseguire in sua assenza le attività criminali

Otto persone sono state arrestate dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza nell'ambito di un'operazione condotta nei territori di Firmo, Lungro, Spezzano Albanese e Cetraro.  Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Tribunale di Castrovillari, due in carcere e sei ai domiciliari, per detenzione e porto di armi, truffa, ricettazione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e estorsione.

Tra loro c'è Cosimo Donato, di 40 anni, attualmente in carcere, che assieme a Faustino Campilongo, è accusato dell'omicidio del piccolo Cocò Campolongo, il bambino di tre anni ucciso e bruciato in auto nel 2014, a Cassano allo Ionio, insieme al nonno Giuseppe Iannicelli e alla compagna marocchina di questi Ibtissam Touss. Dalle indagini è emerso che Donato, tramite la moglie, anche lei arrestata, che andava a trovarlo in carcere, dava disposizioni ai componenti della banda per proseguire in sua assenza le attività criminali.

Le indagini, avviate a seguito dell’arresto dei due presunti killer, sono partite per evitare che gli uomini potessero continuare a gestire i loro affari criminali. Da qui la decisione dei magistrati di fare intercettazioni ambientali durante i colloqui con i familiari. E proprio da un colloquio sarebbe emerso che Donato, oltre a covare vendetta verso i carabinieri, avrebbe dettato alla Vittoria Bellusci, di 38 anni, anche lei arrestata, disposizioni da dare ai componenti della banda per continuare con le attività durante la sua assenza.

Ai domiciliari sono finiti Angelo Bellusci di 39 anni, Mirko Bruno (31), Francesco Donato (53), PasqualinaPellegrini (38), Sandro Cofone (40), Alessio Carmine Tundis (30). Per una persona è stato disposto l’obbligo di presentazione ai carabinieri.