Durante l’ultima seduta della commissione Urbanistica del Comune di Vibo Valentia, il consigliere comunale del Partito Democratico Antonino Ravenna ha avanzato una proposta destinata a lasciare un segno di memoria e riflessione: l’intitolazione di una via, nella frazione di Piscopio, alla figura di Pietro D’Amico, stimato magistrato originario del territorio.

La proposta, che ha ricevuto l’attenzione dei commissari presenti, mira a rendere omaggio a un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio della giustizia italiana. Pietro D’Amico è stato funzionario presso il Ministero di Grazia e Giustizia e Procuratore della Repubblica, apprezzato per il suo rigore professionale e il profondo senso dello Stato.

Originario di Piscopio, D’Amico ha rappresentato un esempio di dedizione al dovere e al valore delle istituzioni. La sua vita, però, è stata segnata negli ultimi anni da una grave depressione, contro cui ha combattuto a lungo. Nel 2013, dopo un percorso di sofferenza personale, ha scelto di ricorrere al suicidio assistito a Basilea, in Svizzera — una decisione complessa e dolorosa, che ha aperto nel tempo un dibattito civile e culturale sulla libertà di scelta e sul fine vita.

“Ricordare Pietro D’Amico – ha dichiarato il consigliere Ravenna – significa riconoscere non solo il suo valore professionale, ma anche restituire umanità a una storia troppo a lungo rimasta silenziosa. Intitolargli una via a Piscopio è un atto di memoria, rispetto e civiltà”.

La proposta ora sarà valutata secondo l’iter previsto, con il coinvolgimento dell’Ufficio Toponomastica e del Prefetto, come previsto dalle normative in materia di intitolazioni a persone decedute da meno di dieci anni, salvo deroga per meriti particolari.

Nel piccolo centro di Piscopio, dove D’Amico aveva le sue radici, l’iniziativa sta già suscitando attenzione e partecipazione emotiva. Una strada, forse, per far parlare non solo della sua fine, ma anche della sua vita e del suo esempio