Tra i nomi coinvolti nell’operazione Arangea Bis-Oikos, che lunedì 14 luglio ha portato a 35 arresti su disposizione della Procura di Reggio Calabria, figura anche Luca Lucci, noto leader ultras della Curva Sud.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Giuseppe Lombardo, si concentra su un vasto traffico di sostanze stupefacenti tra Calabria e Lombardia, con la contestazione per Lucci del reato di concorso in traffico e detenzione illecita di stupefacenti.

A darne notizia è il massmediologo Klaus Davi, autore del recente documentario «Quanta nostalgia di Luca Lucci», che ha riportato alcuni passaggi dell’ordinanza della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

Cosa emerge dall'ordinanza della DDA

Nel provvedimento cautelare si legge che Antonio Gullì, Antonio Rosario Trimboli e Luca Lucci, insieme ad altri soggetti non identificati (indicati nei dialoghi con i nickname «Turco», «Orsetto», «Calabrese», «zio»), avrebbero «acquistato, per la successiva cessione, una ingente quantità di cocaina per un controvalore non inferiore a 1.400.000 euro (con un investimento di 200.000 euro ciascuno)».

Si tratta di una contestazione aggravata per l’ingente quantità di droga e per il numero di partecipanti superiore a tre persone, con operazioni condotte tra Reggio Calabria e la Lombardia in epoca anteriore e prossima al 23 settembre 2020.

L'operazione Arangea Bis-Oikos

Il blitz di lunedì 14 luglio ha visto l’impiego di centinaia di agenti, coordinati dalla Procura antimafia di Reggio Calabria. L’indagine ha puntato a smantellare una rete criminale attiva nel traffico internazionale di stupefacenti, che si sarebbe servita di canali di approvvigionamento, basi logistiche e referenti tra Sud e Nord Italia.

L’operazione nasce come prosecuzione e sviluppo investigativo dell’inchiesta Arangea Bis, che già in passato aveva documentato gli interessi della criminalità organizzata reggina nel narcotraffico su larga scala.

Chi è Luca Lucci

Luca Lucci è un volto noto nel mondo del tifo organizzato, leader carismatico della Curva Sud milanese e già in passato coinvolto in vicende giudiziarie e episodi di violenza da stadio. La sua figura è stata al centro di inchieste giornalistiche, tra cui l’ultimo documentario di Klaus Davi, che racconta luci e ombre del personaggio e del suo rapporto con il mondo ultras.

Le accuse e il contesto giudiziario

Le accuse mosse dalla Direzione Distrettuale Antimafia rientrano nell’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dalla quantità ingente e dalla dimensione dell’organizzazione.

Le autorità ritengono di aver ricostruito un sistema di acquisto e distribuzione della cocaina di livello industriale, con investimenti milionari e collegamenti su più regioni italiane.