'Ndrangheta, processo "Cosa mia": su ritardo deposito sentenza Csm apre fascicolo
Lo rende noto il professor Renato Balduzzi, presidente della prima commissione, in riferimento alla scarcerazione di tre imputati al processo di 'Ndrangheta 'Cosa mia'
La prima commissione del Csm "data la gravità delle notizie" ha chiesto al comitato di presidenza l'apertura di una pratica "al fine di acquisire gli atti relativi alla vicenda processuale e di valutarne i relativi profili". Lo dichiara il professor Renato Balduzzi, presidente della prima commissione, in riferimento alla scarcerazione di tre imputati al processo di 'Ndrangheta 'Cosa mia' a causa del ritardo nel deposito della sentenza di appello.
"Da notizie di stampa in data odierna - sottolinea Balduzzi - e' emerso che alcuni imputati per associazione per delinquere di stampo mafioso ed altri gravi reati sono stati scarcerati per decorso del termine massima di custodia cautelare, pur essendo la condanna in primo grado stata confermata dalla Corte d'assise d'appello di Reggio Calabria nel luglio 2015". In particolare, continua il presidente della prima commissione, "cio' sarebbe avvenuto a causa del ritardo nel deposito delle motivazioni della sentenza, la cui redazione e' stata affidata alla consigliera Stefania di Rienzo; il termine di novanta giorni, originariamente fissato e successivamente prorogato per uguale periodo, sarebbe interamente decorso". (AGI)
