L'opposizione comunale di Tropea critica fortemente quello che definisce "l'obiettivo della deresponsabilizzazione" del sindaco Giovanni Macrì, in merito alla triste vicenda dei cadaveri estratti e distrutti nel cimitero comunale. Macrì, ricordiamo, non è indagato, ma secondo il consigliere di minoranza Antonio Piserà (Lega) la deresponsabilizzazione si mostra "nel disorientare l'attenzione dalla realtà, come accade con l'imbarazzante ingegno nel mostrare la velatura inconsistente sulle ferite profonde e sanguinolente di un'intera comunità, perché continui a rivelare l'unica immagine fiorente e leggera d'amena località costiera, quella vantaggiosa per le politiche turistiche".

Operazioni cimiteriali "sempre promosse da Macrì". Secondo Piserà "lascia ancora e tuttora basiti lo sconcerto del sindaco Giovanni Macrì", anche perchè "le operazioni cimiteriali sono sempre state, dallo stesso dottor Macrì, promosse ed incensate come fiore all'occhiello". Una "svista" di tale portata, continua il consigliere comunale, "porta a scegliere, ora, se risultare inconsapevoli o conniventi".

"La colpa non è anche dell'opposizione". "Spostare scientemente l'asse della propria responsabilità per condividerla pariteticamente, se non vomitarla totalmente, sull'opposizione (ancora, stranamente, due nomi per tutti, Piserà e L'Andolina) - prosegue il consigliere della Lega - non indica correttezza, né diligenza, né lealtà. Richiama un po' l'uomo di veterotestamentaria memoria, che davanti all'interrogativo di Dio dà colpa alla donna... la donna al serpente: entrambi rifiutano la propria responsabilità". "Almeno, però, l'uomo - conclude Piserà continuando con la similitudine - scoprendosi improvvisamente nudo proprio a causa del tradimento suscitato dal serpente, prova vergogna, si guarda bene dall'indossare la toga dell'accusa, e ubbidisce in silenzio quando viene cacciato dal giardino di Eden. E, in silenzio, esce, per non rientrarvi mai più". Un (non troppo esplicito) invito alle dimissioni, quindi?