Rapina alla proprietaria di un supermercato di Zambrone, uno dei presunti autori va ai domiciliari
Dal carcere ai domiciliari con il divieto assoluto di colloquiare o comunicare anche per telefono o con sistemi telematici, tipo i social, con persone diverse che con lui coabitano. E’ quanto disposto dal Tribunale del Riesame di Catanzaro nei confronti di Michelino Scordamaglia, 44 anni di Vibo Marina, arrestato dalla Squadra Mobile nell’ambito di un’inchiesta che ha fatto luce su una rapina perpetrata ai danni della proprietaria di un supermercato di Zambrone. Accolta l’istanza presentata dall’avvocato Giuseppe Di Renzo che chiedeva l’annullamento del provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip del Tribunale di Vibo lo scorso 9 luglio.
Scordamaglia sarebbe co-autore della rapina aggravata compiuta il 29 luglio del 2018 a Vibo Marina. Secondo l’accusa avrebbe svolto il compito di palo accompagnando in auto Rosario Pardea, il 45enne ritenuto dagli inquirenti l’autore materiale della violenta aggressione ai danni della donna culminata con la rapina della borsetta dentro la quale era contenuto l’intero incasso della mattinata (oltre 6mila euro). Ad incastrare Pardea e Scordamaglia, entrambi con precedenti penali per reati contro il patrimonio, sarebbero state in particolare le immagini di videosorveglianza con le quali gli investigatori della Squadra Mobile diretta da Giorgio Grasso avrebbero ricostruito passo dopo passo i loro movimenti. Ai domiciliari è invece finita una terza persona, Giacomo Pietro Colace, 52 anni di Portosalvo, il quale sarebbe stato invece il basista e, pertanto, avrebbe dapprima studiato gli orari della vittima e poi informato il Pardea attraverso le notizie inconsapevolmente fornite dalla figlia (all’oscuro di tutto), dipendente del market di Zambrone finito nel mirino dei tre.
