Danno erariale al Comune di Vazzano, l'opposizione contesta la versione del sindaco
La minoranza attacca: «Somme anticipate, sanzioni e rivalsa mancata, serve trasparenza»

Scontro politico a Vazzano sulla vicenda dell’invito a dedurre della Corte dei Conti. I consiglieri comunali del gruppo “Liberamente Vazzano” – Giuseppe De Masi, Domenico Maida, Pasquale Gambino e Vincenzo La Caria – intervengono con una nota durissima per contestare la ricostruzione fornita dal sindaco.
“In merito all’articolo pubblicato sulla vicenda relativa all’invito a dedurre della Corte dei Conti, è necessario ristabilire con chiarezza la verità dei fatti, perché quando si parla di gestione del denaro pubblico non sono ammesse ricostruzioni parziali o narrazioni autoassolutorie”, esordiscono i consiglieri.
Nel mirino, il comunicato del primo cittadino che, secondo l’opposizione, “sostiene che non vi sia stato alcun danno, alcuna responsabilità e alcuna irregolarità amministrativa”. Una tesi che il gruppo consiliare contesta richiamando direttamente il contenuto dell’atto contabile: “L’invito a dedurre della Procura della Corte dei Conti descrive una realtà profondamente diversa, parlando esplicitamente di danno erariale, omissioni nella gestione finanziaria, mancata attivazione della rivalsa e profili di colpa grave amministrativa”.
Secondo quanto riportato nella nota, “negli atti contabili si evidenzia che il Comune ha anticipato somme, che tali somme non sono state recuperate tempestivamente e che da tale situazione sono scaturite sanzioni fiscali a carico dell’ente. Questo rappresenta esattamente il danno erariale contestato, al contrario di quanto affermato pubblicamente”.
Particolarmente contestata è la tesi secondo cui l’ente non avrebbe avuto diritto di rivalsa. “L’atto della Corte dei Conti – scrivono i consiglieri – sostiene invece che la mancata attivazione della rivalsa costituisce violazione dei doveri di tutela del patrimonio pubblico e dei principi di corretta gestione finanziaria”.
Nel documento vengono richiamati anche “elementi estremamente delicati sotto il profilo amministrativo e politico, tra cui il coinvolgimento patrimoniale di un familiare, la conoscenza diretta della vicenda e il ruolo del sindaco anche nella gestione finanziaria dell’ente all’epoca dei fatti”. Si tratterebbe, precisano, di “passaggi contenuti in un atto ufficiale della magistratura contabile e non di valutazioni politiche”.
Il gruppo “Liberamente Vazzano” sottolinea inoltre che “il fatto che il procedimento sia stato successivamente archiviato (dopo l’avvenuto pagamento del sindaco, ovviamente) non cancella il dato politico e amministrativo fondamentale: la Procura contabile ha ritenuto di contestare formalmente un danno e profili di responsabilità grave”. Da qui la richiesta di “spiegazioni chiare, complete e trasparenti” all’opinione pubblica.
Infine, l’invito al sindaco a pubblicare integralmente “l’invito a dedurre della Corte dei Conti” e “la documentazione dell’addebito sul conto del Comune richiamata negli atti”, affinché “i cittadini possano valutare autonomamente i fatti, senza filtri e senza versioni di parte”.
“Chi amministra una comunità ha il dovere di rispondere ai cittadini con i fatti e con gli atti ufficiali, non con comunicati che omettono passaggi decisivi o che presentano versioni parziali della realtà. Su queste vicende non serve propaganda. Serve verità”, concludono i consiglieri, ribadendo che “gli atti pubblici esistono, sono consultabili e parlano con chiarezza. E davanti agli atti non bastano slogan o dichiarazioni autoassolutorie”.
