I sindacati hanno espresso preoccupazione sul possibile avvio di una seconda tranche di collocamento sul mercato del capitale di Poste Italiane

Gli attivi unitari della Calabria riunitisi il 23 giugno 2016 a Lamezia Terme esprimono contrarietà e preoccupazione i merito alla notizia dell'avvio di una seconda tranche di collocamento sul mercato del capitale di Poste Italiane.

Lo scenario attuale prevede dopo la collocazione del 35% dei titoli in borsa un ulteriore passaggio del 35% sotto il controllo di Cassa Depositi e Prestiti e il passaggio del restante 30% al Ministero Economia e Finanza probabilmente solo temporaneamente.
Questo scenario sembra essere giustificato soltanto dalla necessità di fare cassa per arginare il debito pubblico; la completa privatizzazione mette seriamente in pericolo tutto il lavoro compiuto dal personale di Poste Italiane che ha consentito la trasformazione dell'azienda da esempio di inefficienza a realtà industriale da seguire e che genera ricchezza consolidata nel tempo.

Il sindacato non può restare indifferente rispetto ad azioni scellerate che garantirebbero solo una minima entrata facendo perdere, nei prossimi anni, gli introiti dei dividenti che solo per il 2015, dismissioni della prima tranche di azioni ha già significato una perdita di 157 milioni.

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