L'addio a Pasquale Calzone: l'ultimo capitolo della tragedia di Mileto
Celebrati in forma privata i funerali del commercialista protagonista della tragedia di Mileto. Monsignor Nostro ai fedeli: «Ritrovare l’umiltà per imparare ad amare e perdonare»
Si è chiuso sotto un cielo plumbeo l’ultimo capitolo della tragedia che lo scorso 23 gennaio ha sconvolto la comunità normanna. Nella Chiesa della Santissima Trinità e San Benedetto, lo stesso luogo che pochi giorni fa ha ospitato l'addio ad Assunta Currà, si sono svolte le esequie di Pasquale Calzone, il commercialista di 63 anni autore dell’omicidio-suicidio.
Per esplicita volontà del figlio Federico, la funzione si è tenuta in forma strettamente privata. Una scelta necessaria per proteggere la famiglia dal clamore mediatico e riservare l’ultimo saluto solo ai parenti più stretti e agli amici intimi. Nonostante la pioggia battente, tra i banchi si è avvertita la presenza silenziosa della solidarietà cittadina, rappresentata anche dalla partecipazione del sindaco Salvatore Fortunato Giordano.
A officiare il rito è stato il Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro. La sua omelia è stata un invito profondo alla riflessione e all'esame di coscienza. Il presule ha esortato la comunità a riscoprire la sacralità dell'esistenza propria e altrui e ha sottolineato l'importanza di lavorare su se stessi per sconfiggere i propri "vizi e peccati", piuttosto che sfogare la violenza contro chi si ama.
Infine, un richiamo forte a riconoscere i limiti umani per ritrovare la capacità autentica di amare.
L'uscita del feretro è stata accompagnata solo dal suono scrosciante della pioggia, un sottofondo che è sembrato amplificare il vuoto lasciato da una vicenda drammatica e ancora difficile da elaborare per l'intera cittadinanza.
