Aggressione al dirigente comunale di Tropea, malviventi ripresi da telecamere
La pista seguita dagli inquirenti è quella legata all'attività dell'Ufficio tecnico comunale di Tropea. Nel recente passato Giannini ha subito diversi avvertimenti e intimidazioni
di MIMMO FAMULARO
Ha imboccato una pista precisa l'indagine che mira a fare luce sulla vile aggressione avvenuta martedì sera ai danni del capo dell'Ufficio tecnico comunale di Tropea, l'architetto Vincenzo Giannini. I due malviventi potrebbero essere infatti stati inquadrati da alcune telecamere private nelle concitate fasi che hanno preceduto il pestaggio e, più probabilmente, durante la fuga lungo le viuzze di Tropea. La zona, come anche il palazzo municipale, è sprovvista di un sistema di videosorveglianza pubblica ma ad aiutare le indagini ci sarebbero ora alcuni filmati delle telecamere fisse di privati cittadini ubicate nell'area dove sono avvenuti i fatti e che i carabinieri della Compagnia di Tropea hanno subito provveduto a sequestrare e a visionare.
Il pestaggio. I due malviventi erano incappucciati e avrebbero atteso l'architetto all'uscita del palazzo municipale. Agli inquirenti Vincenzo Giannini ha detto di aver notato le due persone appostate di fronte all'ingresso del Comune che si apprestava a lasciare intorno alle 18.40 dopo aver completato il suo lavoro giornaliero. Intuite le cattive intenzioni dei due, il dirigente, che si stava recando verso la sua auto parcheggiata nei paraggi, si è messo a correre. E' iniziato un breve inseguimento culminato con l'aggressione. Dopo pochi metri, infatti, Giannini è scivolato ed è stato quindi raggiunto dai due malviventi che hanno iniziato a prenderlo a calci, pugni e a bastonarlo con l'ausilio di una spranga. Pochi attimi, ma interminabili. Colpito uno, due, più volte alla testa, alle spalle, al torace. Fino a procurargli ferite rimarginate con venti punti di sutura, contusioni varie, ecchimosi ed escoriazioni. Per fortuna le urla dell'architetto hanno richiamato le attenzioni di una donna e del vice comandante della polizia municipale Franco La Ruffa che ha lanciato l'allarme. I due si sono quindi dileguati e, probabilmente, durante la fuga hanno incrociato anche qualche passante. "Ho temuto di essere ucciso" ha detto ai carabinieri che lo hanno ascoltato nelle ore successive all'aggressione.
Le indagini. La pista seguita dagli inquirenti è quella legata alla sfera professionale ed esclusivamente all'attività dell'ufficio tecnico comunale di Tropea. Non è la prima volta, infatti, che il dirigente finisce nel mirino ma l'aggressione è il punto più alto di un'escalation di avvertimenti ed intimidazioni. Sarebbero già quattro quelle registrate dall'architetto Giannini che nello scorso mese di novembre aveva denunciato il danneggiamento della propria auto. Qualcuno, in pieno giorno e sotto il comando dei vigili urbani, aveva spaccato il parabrezza.Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale di Tropea per infiltrazioni mafiose e l'insediamento a palazzo Sant'Anna della commissione prefettizia, nella perla del Tirreno è iniziato un percorso mirato teso al ripristino delle regole e della legalità. Controllo del territorio e lotta all'abusivismo sono state due delle principali direttrici seguite dall'Ufficio tecnico comunale e l'architetto Giannini ha pubblicamente denunciato "duri scontri avvenuti con qualche proprietario di locali abusivi". Non è dunque escluso che sia finito nel mirino di qualcuno solo per aver fatto il suo lavoro: far rispettare le regole. Ad ogni modo il cerchio intorno ai responsabili dell'aggressione è ormai ristretto e gli investigatori avrebbero elementi precisi sui quali starebbero lavorando nel tentativo di individuare e assicurare alla giustizia i due malviventi.
