Gestione rifiuti a Vibo, verso un nuovo bando: circola già l'atto d'indirizzo
Chiariti in tredici punti gli obiettivi dell'Amministrazione che predisporrà a breve una nuova procedura per l'affidamento del servizio di nettezza urbana
La gestione della raccolta rifiuti continua ad essere un tormentone a Vibo Valentia. Mentre la città vive un'emergenza che, a fasi alterne, si protrae da anni, si pensa da tempo a un nuovo bando. In attesa che il documento venga messo nero su bianco, il dibattito è aperto dentro la maggioranza guidata dal sindaco Elio Costa. Al vaglio vi sarebbe una bozza dell'atto di indirizzo per la predisposizione del bando, già predisposto da quest'ultimo e suscettibile di alcune variazioni.
L'atto di indirizzo. Tredici i punti che chiariscono quelli che dovrebbero essere i criteri di gara. Il bando - da quel che si legge - sarà a procedura ristretta , con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. I termini indicati arrivano fino all'avvio dell'Ato 4 di Vibo Valentia. Sarebbe presente una clausola di raggiungimento progressivo del 40% della raccolta differenziata sul territorio comunale. Sarebbe prevista anche una penalità per il mancato raggiungimento del 25% entro i tre mesi dall'affidamento del servizio.
Alcuni dettagli. L'atto di indirizzo prevede, inoltre, la possibilità della revisione annuale delle quote dei proventi da raccolta differenziata tra Comune gestore. Nel testo si fa anche riferimento ad una clausola sociale ed alla garanzia fidejussoria unicamente bancaria. Ed ancora, il sistema di videosorveglianza delle postazioni verrebbe collegato alla polizia municipale. Sarebbe indispensabile, chiaramente, per l'aggiudicatario sottoporsi "a qualsiasi forma di controllo della stazione appaltante". Nessuna clausola limitativa della concorrenza sarebbe prevista in relazione a precedenti lavori o esperienze. Questi i principali punti dell'atto di indirizzo che in bozza circola nelle "secrete stanze", si fa per dire, di palazzo "Luigi Razza". Nel testo non si fa riferimento alla partecipazione di ditte che abbiano servito comuni di almeno 30mila abitanti. Se il testo andasse in porto così come è stato concepito, significherebbe che il cerchio dei possibili partecipanti si allargherebbe a dismisura. In sostanza, sarebbe consentita la partecipazione al bando di piccole aziende anche locali.
I tempi. Sorprendente anche la tempistica visto che si parla di validità del bando fino alla costituzione dell'Ato. Il timore è sempre lo stesso, ovvero, che il servizio possa subire rallentamenti. A calcoli fatti, l'Ased dovrebbe continuare a svolgere il servizio per i prossimi due mesi scarsi. A quel punto, se il bando non sarà pronto si renderà necessaria una proroga o una nuova ordinanza contigibile e urgente. In una siffatta eventualità, verrebbero eseguiti solo i lavori indispensabili. Con conseguenze ancor più pesanti su una raccolta differenziata al momento intorno al 3%. Insomma, molto resta da chiarire, sebbene dalla bozza dell'atto di indirizzo messa a punto dall'assessore Scuticchio ( e stranamente non dal sindaco), le volontà dell'Amministrazione appaiano abbastanza chiare.
