'Ndrangheta, boss morto suicida in carcere (NOME)
I medici legali escludono il coinvolgimento di terzi, nessun segno di colluttazione

L’esame autoptico ha confermato che Pietro Giovanni Marinaro, il detenuto di 74 anni trovato morto nei giorni scorsi nella casa di reclusione Due Palazzi di Padova, si è tolto la vita mediante impiccagione. Il responso dei medici legali esclude in modo categorico il coinvolgimento di terze persone o l’utilizzo di forza esterna: sul corpo non sono stati riscontrati segni di colluttazione né lesioni da difesa.
A rafforzare la ricostruzione del gesto volontario contribuiscono anche gli accertamenti interni effettuati dall’amministrazione penitenziaria, che hanno escluso accessi alla cella nelle ore precedenti al ritrovamento. Marinaro era detenuto ininterrottamente dal 1998 e stava scontando condanne definitive all’ergastolo. Considerato una figura di primo piano della criminalità organizzata dell’area ionica cosentina, era stato indicato come mandante di due omicidi avvenuti negli anni Novanta: quello di Mario Mirabile, ucciso a Corigliano il 31 agosto 1990, e quello dell’imprenditore Luigi Lanzillotta, assassinato a Cassano allo Ionio il 9 gennaio 1993. Le autorità giudiziarie hanno quindi archiviato l’episodio come suicidio, ritenendo concluso ogni accertamento di rilievo penale esterno e confermando la regolarità delle procedure seguite all’interno della struttura carceraria.
