Si è tenuta in Corte d’Appello a Reggio Calabria un’udienza chiave del processo Gotha, l’inchiesta della Procura antimafia che ha ricostruito un presunto asse tra politica, imprenditoria e ’ndrangheta, operante anche attraverso la cosiddetta “componente riservata” dell’organizzazione criminale.

I procuratori aggiunti Giuseppe Lombardo e Stefano Musolino e il sostituto antimafia Sara Amerio hanno ribadito le accuse e chiesto la conferma delle 14 condanne già inflitte in primo grado, oltre a sollecitare il ribaltamento dell’assoluzione per l’ex senatore Antonio Caridi, senza specificare l’entità della pena richiesta.

Tra i principali imputati figurano figure di spicco del panorama politico, istituzionale e religioso calabrese, insieme ai vertici delle ’ndrine del mandamento “Città”. Tra questi l’ex parlamentare e avvocato Paolo Romeo, condannato a 25 anni; l’ex consigliere e assessore regionale di centrodestra Alberto Sarra, condannato a 13 anni per concorso esterno; e don Pino Strangio, ex parroco di San Luca, condannato a 9 anni e 4 mesi.

Le accuse contestate includono associazione mafiosa, concorso esterno e associazione segreta. La parola passerà ora alle difese, con le udienze programmate a partire dal 17 dicembre.

Il processo Gotha resta una delle indagini più rilevanti sul collegamento tra ’ndrangheta e apparati istituzionali, con potenziali ripercussioni importanti per il sistema politico e sociale della città.