Coronavirus, una parte del mondo alle prese con il contagio che non arretra, un'altra parte si avvia verso la seconda ondata. Come l'Europa, dove i nuovi casi sono tornati a salire quasi ovunque, in particolare in Francia. Ed è record di infetti giornalieri di Covid-19 a livello planetario: secondo i dati dell'Oms sono stati oltre 294mila i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore - riporta la Bbc -, il dato più alto da inizio pandemia.

La seconda ondata in Europa e i vacanzieri
Intanto le nuove restrizioni imposte da numerose nazioni europee a causa della recrudescenza dei contagi hanno colto di sorpresa molti turisti che erano partiti per mete straniere senza temere il possibile arrivo di quella che ha l'aria di una seconda ondata generalizzata. Migliaia di vacanzieri stanno quindi cercando di tornare a casa in gran fretta, in molti casi per evitare di essere sottoposti a quarantena una volta rimpatriati. Tra i Paesi che presentano le situazioni più delicate vi sono Francia (l'ultimo dato parla di 3.310 nuovi positivi in 24 ore), Spagna, Germania (oltre 1.400) e Regno Unito (1.441 nuovi casi, quinto giorno di fila sopra quota 1.000).

Francia, nuove misure
In Francia sono stati anche individuati 17 nuovi focolai ed è stato calcolato che il tasso di positività settimanale è aumentato del 2,6%. In lieve crescita anche il numero dei pazienti in rianimazione, 376 in totale, +9 rispetto a venerdì. Il governo tenta di arginare l'epidemia e intende estendere l'obbligo di mascherina ai luoghi di lavoro, negli spazi come "sale riunioni dove non c'è ventilazione naturale", perché quasi un quarto dei focolai rilevati di Covid-19 proviene dagli uffici e il contagio sta crescendo in modo preoccupante nel Paese. A quanto riferito dal ministro del Lavoro, Elisabeth Borne,in un'intervista pubblicata su Le Journal du Dimanche, martedì presenterà a datori di lavoro e sindacati una serie di proposte. La sua intenzione è che il nuovo dispositivo che uscirà da queste negoziazioni venga applicato "da qui alla fine di agosto", perché "gli indicatori (epidemici) non sono buoni e bisogna trarne le conseguenze".