Un conto salatissimo che rischia di mandare in frantumi i già precari equilibri finanziari del Comune di Vibo Valentia. Le Ferrovie della Calabria hanno ufficialmente trascinato l’ente locale davanti ai giudici civili, esigendo il pagamento immediato di 495.603 euro, a cui andranno sommati gli interessi di mora e le spese legali. Un’offensiva giudiziaria in piena regola che accusa Palazzo Luigi Razza di aver sfruttato per un ventennio terreni e immobili di proprietà della società regionale senza mai saldare il dovuto.

Le radici del contenzioso affondano all'inizio del millennio. Secondo il dettagliato ricorso presentato dalla società di trasporti, tutto ha inizio con due concessioni specifiche: nel 2001, il Comune ottenne circa 1.440 metri quadrati nel piazzale della stazione di Vibo Valentia per allestire un centro mercantile e l’anno successivo venne concessa una maxi-area da oltre 14mila metri quadrati a Vibo Marina, comprensiva di un capannone-deposito.

Nonostante i ripetuti solleciti e le diffide formali inviate da Ferrovie della Calabria dal 2002 a oggi, da Palazzo Luigi Razza non sarebbe mai arrivato il becco di un quattrino. Nel frattempo, però, il Comune avrebbe continuato a utilizzare quegli spazi per fiere e mercati settimanali, incassandone i benefici economici ma ignorando la controparte. C'è poi un secondo fronte, ancora più spinoso, che riguarda i locali di via Protettì, attuali quartier generale dei Vigili Urbani. La convenzione legata al terminal dei bus è scaduta nel 2020, ma il Comune non ha mai riconsegnato le chiavi.

Secondo i legali della società regionale, da sei anni la Polizia municipale occuperebbe lo stabile "sine titulo". Una permanenza abusiva per la quale Ferrovie della Calabria aveva fissato un'indennità mensile di 1.500 euro (calcolata sui parametri ufficiali Omi dell'Agenzia delle Entrate), anch'essa rimasta lettera morta.

Nel 2023 l'amministrazione comunale ha provato a correre ai ripari proponendo un accordo transattivo: poco più di 12mila euro per azzerare i debiti fino al 2022 di una delle concessioni. Una cifra definita "estremamente riduttiva" e rispedita al mittente con sdegno da Ferrovie della Calabria, che lamenta una gravissima penalizzazione economica. Ad aggravare lo scenario c'è il fattore tempo: molti dei debiti contestati sarebbero stati accumulati dopo il dissesto finanziario comunale del 2013, configurando il rischio di nuovi e pesantissimi debiti fuori bilancio.

Ora la parola passa al Tribunale civile di Vibo Valentia. La holding regionale non chiede solo il mezzo milione di euro di arretrati, ma esige lo sfratto immediato del Comune da tutte le aree e i locali occupati. Per i cittadini vibonesi si preannuncia l'ennesimo conto salato da pagare per le noncuranze amministrative.