Cocaina da Vibo alla Sicilia, la Cassazione annulla ordinanza per 36enne di Briatico
La Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso proposto dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Francesco Muzzopappa ha annullato l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Palermo nei confronti di Gregorio Niglia di Briatico. Il 36enne è rimasto coinvolto, nel marzo scorso, nell’operazione denominata Kerkent, perché accusato di far parte di un’associazione dedita al narcotraffico, capeggiata da Antonio Massimino, considerato il nuovo capomafia di Agrigento.
In particolare Gregorio Niglia secondo la ricostruzione investigativa avrebbe intrapreso contatti con l’associazione siciliana per la fornitura di narcotico di cui il gruppo avrebbe avuto bisogno per la successiva attività di spaccio. Ad aprile il Tribunale del Riesame di Palermo aveva confermato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti del Niglia, ritenendo fondate le accuse mosse dalla direzione investigativa antimafia di Palermo.
Ieri, nel corso dell’udienza in Cassazione, la Procura Generale aveva chiesto il rigetto del ricorso, ma la difesa ha ribadito con forza le ragioni di fatto e di diritto che avrebbero dovuto portare ad un annullamento dell’ordinanza, in ordine al reato di partecipazione all’associazione da parte del Niglia. In tarda serata è arrivato il verdetto con il quale la Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza rimettendo gli atti, per nuovo esame, al Tribunale del Riesame di Palermo, che dovrà successivamente decidere sulla libertà del Niglia.
