Doveva rispondere di un reato finanziario: ragioniere vibonese assolto (NOME)
Il gup del Tribunale di Vibo Valentia, dottoressa Barbara Borelli, ha dichiarato con sentenza il non doversi a procedere nei confronti del ragioniere Domenico Fraone, commercialista di Filadelfia, difeso dall'avvocato Francesco Matteo Bagnato, accusato di un reato tributario, ovvero di aver indebitamente compensato nell'anno d'imposta 2016 la somma di euro 822.196,90 in misura superiore al limite di euro 700.000,00 consentito all'epoca del fatto.
L'accusa proveniva dal direttore dell'Agenzia delle Entrate Marco Chiei Giamacchio e dal funzionario dottor Antonio Pangallo che hanno emesso l'atto di recupero n. TD9CR0100022/2021 del 15.12.2021 e contestualmente hanno trasmesso gli atti alla competente Procura.
L'atto di recupero era stato annullato dalla Corte di Giustizia Tributaria di Vibo Valentia con sentenza 789/2022 confermata dalla sentenza 2172/2023 (difensore avvocato Mario Bagnato). L'avvocato Francesco Matteo Bagnato, figlio del noto penalista di recente scomparso, demolendo l'intero impianto accusatorio dell'Ufficio dell'Agenzia Delle Entrate, nel giudizio penale ha dimostrato che il ragioniere Domenico Fraone "si era visto costretto a pagare somme non dovute per l'importo di euro 533.443,74 per atti tributari non dovuti ma pretesi illegittimamente dall'Agenzia Delle Entrate e che, per l'effetto, l'importo delle compensazioni per somme dovute ammontava a euro 268.753,16, somma di gran lunga inferiore al limite massimo consentito di euro 700.000,00". La tesi difensiva dell'avvocato Francesco Matteo Bagnato, già sostenuta dall'avvocato Mario Bagnato nel giudizio tributario di secondo grado, è stata totalmente accolta dal gup che ha dichiarato la più ampia formula assolutoria per Domenico Fraone di non luogo a procedere "perché il fatto non sussiste".
