Intimidazioni ad imprenditore, bombe-carta nel giardino e spari all'auto della figlia
Ignoti hanno fatto esplodere un ordigno rudimentale all'esterno della casa di Antonino Castagna e qualche sera prima nel mirino era finita la figlia Daniela, avvocato di Vibo
Prima il danneggiamento di un pala meccanica dell'azienda, poi l'esplosione di tre colpi di pistola calibro 9 all'indirizzo dell'abitazione della figlia, quindi le bombe-carta lanciate nel giardino di casa. Non c'è pace per la famiglia dell'imprenditore Antonino Castagna, 68 anni, di Ionadi, vittima di un'escalation incredibile di intimidazioni.

Bombe nel giardino. L'ultima della serie risale allo scorso 13 febbraio quando il noto imprenditore vibonese si è visto recapitare da ignoti un ordigno rudimentale esploso all'esterno dell'abitazione senza, fortunatamente, provocare danni. Castagna ha quindi denunciato ai carabinieri quanto avvenuto intorno alle 22 della sera precedente.
Spari all'abitazione della figlia. Risale invece a venerdì scorso un'altra pesantissima intimidazione. Vittima la figlia Daniela che di professione fa l'avvocato. Ben tre colpi pistola calibro 9 sono stati sparati all'indirizzo dell'auto e del portone d'ingresso dell'abitazione. In precedenza l'azienda di famiglia aveva registrato anche il danneggiamento di una pala meccanica con modalità simili.
L'operazione Black Money. Antonino Castagna è il titolare e il direttore generale della Cmc srl, un'azienda metallurgica con sede nella zona industriale di Portosalvo, nel Vibonese. L'imprenditore era rimasto coinvolto nel processo "Black Money" e indicato da alcuni pentiti come "vicino al clan Mancuso di Limbadi". Nell'operazione erano stati sequestrati beni per un valore di 80 milioni di euro poi restituiti a seguito dei ricorsi presentati dalla difesa e conseguenti all'assoluzione riportata nel procedimento penale che attende di essere fissato davanti la Corte d'Appello di Catanzaro.
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