Clamoroso alla Provincia di Vibo, il Dimensionamento scolastico non passa
Fuori le proteste. Studenti in strada, sindaci alla ricerca di pareri legali, dirigenti scolastici in rivolta, sindacati e politica abbastanza polemici.
Dentro il nulla. Il nulla in senso “quantificatore” e dunque ad indicare l’assenza di qualsiasi unità, perché il Consiglio provinciale ha deciso di non decidere.
Il tanto discusso Piano di Dimensionamento scolastico nel corso della seduta convocata nella tarda mattinata di oggi non è stato approvato.
Dopo lunga discussione, al momento del voto alcuni consiglieri hanno deciso di abbandonare l’aula facendo venir meno il numero legale.
«Alla trattazione del punto - ha spiegato a margine della seduta il consigliere Domenico Tomaselli - tutti i consiglieri presenti in aula hanno condiviso un emendamento finalizzato ad avere un maggior numero di autonomie e, dunque, deroghe, rispetto ad una bozza di Piano penalizzante per il territorio vibonese, costretto a perdere 11 istituti. In termini percentuali significa che Vibo Valentia perde 33% delle autonomie, Catanzaro l’8%, Crotone il 27%, Reggio Calabria il 15% e Cosenza il 29%. Inoltre, nello schema di Dimensionamento della rete scolastica che la Provincia ha proposto sono presenti delle incongruenze rispetto ai parametri delle linee guida della Regione. Infatti, il numero complessivo degli alunni è pari a 21.731, che diviso per 900, parametro intermedio tra 600 e 1000, sufficiente e necessario per reggere un’autonomia scolastica, si ottiene 24,15 arrotondato per difetto a 24. E’ evidente che da questa semplice operazione matematica che la Provincia di Vibo Valentia debba mantenere ben 24 autonomie per il successivo triennio e non 21», ha aggiunto il consigliere provinciale.
La discussione è stata lunga, al momento del voto alcuni consiglieri hanno deciso di assentarsi dall’aula pur avendo firmato l’emendamento, che in calce portava la firma di Domenico Tomaselli, Marco Miceli, Maria Teresa Centro, Elisa Fatelli, Giuseppe Leone, Alessandro Lacquaniti e Carmine Mangiardi. In aula – in previsione del voto – sono rimasti, assieme al presidente Corrado L'Andolina e al segretario, solo i consiglieri Tomaselli e Miceli.
«L’obiettivo? Riflettere meglio e tentare una nuova interlocuzione con la Regione Calabria, confidando in una comprensiva collaborazione», ha concluso Tomaselli.
