Cresce il malcontento tra gli iscritti calabresi del Movimento 5 Stelle, che dopo anni di assemblee ferme e di Costituente “Nova” rimasta sulla carta, hanno deciso di rivolgersi direttamente al presidente nazionale, Giuseppe Conte.

La missiva, firmata da attivisti di tutte e cinque le province calabresi, segnala come da anni le priorità organizzative approvate nel 2024 non siano state messe in pratica. In particolare, non è stata avviata la revisione dello Statuto, la riorganizzazione dei Gruppi Territoriali né l’adeguamento dei ruoli interni, elementi ritenuti fondamentali per garantire trasparenza e partecipazione.

Gli iscritti denunciano una situazione di forte disallineamento tra discorsi pubblici e realtà operativa. «La base viene coinvolta solo durante le campagne elettorali – scrivono – mentre le decisioni approvate dalla Costituente Nova rimangono inattuate. Coordinatori regionali e provinciali continuano a partecipare a eventi pubblici, ma non convocano assemblee».

I numeri riportati nella lettera confermano un quadro critico: a Cosenza operano solo 11 Gruppi Territoriali su 150 comuni, a Catanzaro non è mai stato formato un GT, a Crotone e Reggio Calabria sono attivi solo due GT, mentre a Vibo Valentia ne funziona appena uno. La richiesta degli attivisti è chiara: «Azzeramento immediato dei coordinatori e applicazione delle decisioni della Costituente, per dare finalmente voce ai territori».

Nel documento si legge anche un ammonimento forte al leader M5S: in mancanza di interventi concreti, gli iscritti si riservano di non sostenerlo alle Primarie e di valutare l’uscita dal Movimento dopo anni di impegno politico. La nota si chiude con un appello alla coerenza e alla valorizzazione dei territori: «Presidente Conte, riparta dai territori, premi il merito e ascolti chi porta proposte concrete, non chi dice sempre “sì, bravo”».

L’iniziativa segna un momento di riflessione sul futuro del Movimento in Calabria e sulla necessità di rinnovare gli strumenti di partecipazione e gestione interna, per evitare che il distacco tra iscritti e leadership comprometta l’efficacia politica sul territorio.