Sia maggioranza che opposizione non sono indenni dai cambi di casacca

Da una parte all'altra senza distinzioni. Quando è tempo di cambiare, non è l'appartenenza politica a fare la differenza. Che si chiami centrodestra o centrosinistra poco importa. È tempo di elezioni e, quindi, via con il valzer. A dirlo sono i numeri che a Vibo "transitano" da palazzo "Luigi Razza": sono, infatti, dieci consiglieri comunali - quasi un terzo del totale - che hanno già cambiato gruppo di appartenenza e senza andare per il "sottile" c'è chi già nel cassetto ha più di un cambio.

La maggioranza. Insomma, civismo o no, le "casacche" cambiate sono diverse e il primo a fare partire le danze dopo le elezioni comunali è stato il consigliere Ivan Servelli. In consiglio ci era arrivato con i voti della lista “Liberamente insieme”, che fa riferimento a Michele Lico e Pietro Giamborino. Ma subito dopo la nomina in Giunta di Laura Pugliese, sempre nell'ambito della stessa coalizione, il primo passo di "riscaldamento" ha visto Servelli passare con il gruppo di Forza Italia. E, insieme, a lui, con ritmi un po' più movimentati la "danza" di Francescantonio Tedesco. L'ex presidente della Commissione Urbanistica eletto in Vibo Unica vi è infatti uscito presto per entrare nel gruppo di Forza Italia. Quindi, cambio di note e passaggio nel Gruppo Misto e nei giorni scorsi il rientro nelle fila di Vibo unica. Così, altro giro di valzer, con "doppio" salto per l'attuale assessore all'Urbanistica Katia Franzè. Eletta per Vibo Popolare, nei mesi scorsi, era passata con il gruppo di riferimento di Vincenzo Pasqua, per rientrare in Vibo Popolare, tra un cambio e l'altro di Giunta, dove alla fine è stata nominata. Una danza questa di Franzè per un certo punto "eseguita" insieme a Maria Rosaria La Grotta entrata in Aula con il gruppo del sindaco "La città che vorrei" ma poi passata al gruppo di Pasqua, dove tuttora è rimasta. E proprio della lista del sindaco con 5 eletti a "resistere" alla chiamata delle sirene sono stati solo in tre. E, infatti, oltre alla La Grotta a cambiare gruppo è stato anche Giuseppe Muratore, che dopo uno scontro con il sindaco è passato con i “Liberali per Vibo”.

L'opposizione. Non è stata da meno, seppur per ragioni diverse, l'opposizione. In questo caso, il primo a lasciare dopo il "caso" della sfiducia – che non ha molti precedenti – proprio il candidato a sindaco di quello schieramento, Antonio Lo Schiavo. Lui il primo ad abbandonare il Pd e dopo qualche mese di riflessione il fondatore del gruppo de “I progressisti per Vibo”. Con lui anche Loredana Pilegi e Rosario Tomaino che hanno lasciato il Pd per seguire Lo Schiavo in questa nuova avventura e che oggi si ritrovano con Lo Schiavo in Mdp. L'emorragia è proseguita qualche giorno addietro con Sabatino Falduto, anch'egli andato a passo di "danza" verso il progetto di Vincenzo Pasqua e passato quindi, tra le fila del gruppo Misto – lui contava già un passaggio dall'Udc al Pd . Ed infine, ieri, Maria Fiorillo, vicina a Stefano Soriano che andrà nel gruppo Misto. Musica, che insomma, non fa bene ai numeri del Pd che oggi degli 11 consiglieri di inizio legislatura si ritrova con sei. E la consiliatura non è ancora finita, mentre le elezioni politiche si avvicinano.

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