«Ad appena tre mesi dalla chiamata alle urne, quando i vibonesi saranno convocati per eleggere il nuovo sindaco, la situazione politica a Vibo Valentia è una bolla sospesa. Attivo appare il solo candidato del centrosinistra, Enzo Romeo, che è portatore del cosiddetto “campo largo” avendo raggruppato intorno a sé non solo, il PD, ma anche i 5 Stelle e le altre sigle di sinistra». È la premessa fatta dai Liberali Moderati per l'Italia, intervenuti sul contesto politico a Vibo Valentia.

«L’ultimo fine settimana ha offerto il grande colpo di scena, con l’improvvisa dichiarazione del sindaco uscente, Maria Limardo, che ha annunciato il suo ritiro dalla competizione elettorale, dopo che gli esponenti del suo partito, Forza Italia, avevano annunciato che il candidato del centrodestra non poteva essere altri che lei. La decisione – improvvisa ed imprevista – provoca un inevitabile sconquasso nella coalizione che da oltre quindici anni governa ininterrottamente la città, sia pure sempre con sindaci diversi – Nicola D’Agostino, Elio Costa, Maria Limardo. - hanno continuato - Mentre il tempo scorre e i giorni che mancano all’appuntamento elettorale sono sempre meno, il quadro politico è un rebus insoluto, con l’altra parte politica, quella del cosiddetto “centro moderato”, che rimane in stand by proprio in attesa di capire quali mosse – soprattutto, quale personaggio auspicabilmente aggregante – sceglierà di fare il centrodestra».

«Per la coalizione del centro-destra e dei moderati non rimane altro che rispondere velocemente ad alcuni interrogativi. A questo punto, quale strada imboccare? Quali scelte fare? Come reagire in breve tempo? Perché ogni giorno che passa è un giorno di vantaggio offerto al centrosinistra! La politica deve avere il coraggio di proporre una scelta forte. Che parta dai programmi, dalle idee. Da un’idea precisa di città. Quindi individuare una figura che sappia essere sintesi. - hanno continuato - Un civico d’area. Preferibilmente un civico con pregressa esperienza politico-amministrativa, in modo che non appaia come un novizio ancora privo di quelle conoscenze basilari, minime, necessarie perché il suo ingresso nel Palazzo di Città non sia un lungo rodaggio. Un civico che conosca realmente la città, l’abbia vissuta da cittadino non passivo. Un civico dalle idee politiche nette, non ambigue, per cui l’elettore liberale e moderato, l’elettore di centrodestra lo riconosca come proprio portavoce».

Insomma, per i Liberali Moderati per l'Italia serve «una figura aggregante in grado di garantire continuità con quanto di buono finora questa parte politica ha fatto per la città e nello stesso tempo sia in grado di imprimere una svolta programmatica, una progettazione visionaria – di rinascenza – proiettata verso un futuro carico di aspettative e di speranze: concretezza e nessuna illusione».