Usura, droga e 'ndrangheta del Vibonese: le rivelazioni della vittima (NOMI)
Claudio Agostino Romeo, ex collaboratore di Orazio Desiderato, ha deciso di denunciare un sistema di minacce, usura e affari illeciti che lo aveva intrappolato. Secondo il suo racconto ai magistrati antimafia di Milano, Desiderato – ritenuto un esponente del traffico internazionale di droga e legato al clan Mancuso di Limbadi, di cui sarebbe nipote – gli avrebbe imposto prestiti con tassi usurari, definiti da lui stesso “prestiti con guadagno”. Tutto è iniziato con un prestito di 200mila euro, che nel tempo è lievitato fino a mezzo milione a causa degli interessi esorbitanti e di nuovi finanziamenti richiesti per sostenere attività in crisi, tra cui il commercio di droga e investimenti immobiliari. Incapace di restituire il denaro, Romeo ha dovuto cedere beni di lusso – tra cui orologi di valore – e le quote della società del figlio. Inoltre, è stato costretto a eseguire lavori edili per soggetti vicini a Desiderato, senza ricevere alcun compenso. “Per restituire il denaro, dovevo ristrutturare case per gente a lui legata e lavorare gratis. Mi è stato chiesto anche di costruire un autolavaggio a Milano e di ristrutturare la casa di un uomo calabrese”, ha raccontato Romeo.
Quando i debiti sono diventati insostenibili, Desiderato ha iniziato a minacciarlo, arrivando persino a puntargli un coltello alla gola. “Mi ha detto che se non avessi pagato 40mila euro e intestato un immobile, avrebbe ammazzato me, mia moglie, mio figlio e mia madre”, ha spiegato Romeo. A peggiorare la situazione, il denaro gli veniva consegnato da intermediari, per evitare che Desiderato fosse direttamente coinvolto nelle transazioni: “I soldi me li dava sempre un certo Roberto, che lavora con Desiderato. Lui non tocca mai né i soldi né la droga direttamente”.
Alla fine, Romeo ha perso tutto: la sua società, i suoi beni e qualsiasi possibilità di uscire dal debito. Con il rischio concreto di subire ritorsioni, ha deciso di collaborare con la giustizia, non per salvare sé stesso, ma per proteggere sua moglie e suo figlio da un destino segnato dalla violenza di Desiderato e della rete criminale a cui apparteneva, legata al potente clan Mancuso. “Non ho paura per me, ma per la mia famiglia. Desiderato è troppo pericoloso”, ha dichiarato Romeo.
