Monsignor Luzzi e l'archivio storico di Mileto, la storia salvata
di MICHELE LA ROCCA
Non capita spesso che nello stesso anno, si possa celebrare una doppia ricorrenza importante legandola al nome di un solo uomo. Uno dei pochi casi è quello di monsignor Vincenzo Francesco Luzzi, con il centenario dalla sua nascita, avvenuta ad Acquaro il 1° ottobre 1918, e il quarantennale dell'Archivio Storico della Diocesi di Mileto. A ricordarne la figura è stato colui che ha ereditato il suo lavoro all'Archivio, Filippo Ramondino, nel corso di un incontro svoltosi nella sala conferenze del Seminario di Mileto, introdotto dal vescovo Luigi Renzo e seguito da ricordi di chi lo ha conosciuto da vicino.
Ne è venuto fuori il ritratto di un prelato austero, rigoroso e severo, in primis con se stesso, nel senso più concreto e positivo delle parole, preciso e giusto, oltre che buono, capace di lasciare traccia della sua testimonianza ovunque sia stato impegnato nella sua missione di portatore della parola di Dio.
Francesco Luzzi, scompare il 27 gennaio del 1995, per un grave incidente d'auto mentre si reca a Polistena, dove era stato parroco fino al 1971. Ha 77 anni, quasi tutti spesi per la Chiesa e per il prossimo. Al suo nome e alla sua iniziativa rimangono legate tante opere, dalla casa canonica di Arena all’ospizio “Opera pia San Francesco di Paola” di Polistena, dall’opera di tutela della cultura e della vocazione dei nuovi sacerdoti nel Seminario a Mileto alla casa di cura nella sua Acquaro, fino all'indelebile segno lasciato con il recupero dell'Archivio storico diocesano.
Alla Curia diocesana è dedicata gran parte della sua vita. Ordinato sacerdote il 28 giugno 1942 da monsignor Paolo Albera, a causa della guerra, che gli impedisce di completare gli studi a Napoli, rimane a Mileto, ricoprendo l'incarico di professore di Lettere in Seminario e di Religione presso il Liceo Hipponion di Vibo Valentia. Nel dicembre del 1946 viene nominato parroco di Arena, dove rimase fino al 1957, quando viene chiamato a sostituire il defunto arciprete Luigi Guido quale parroco del Duomo di Santa Marina e della chiesa di Sant'Anna a Polistena. Nel 1971, il vescovo Vincenzo De Chiara lo richiama a Mileto, dove si occupa prima del Seminario e poi dell’archivio storico della diocesi. Si deve al suo perenne impegno il recupero di documenti storici di importante valenza per la storia della Chiesa miletese. Un patrimonio di manoscritti, di documenti e di libri prima abbandonati all'incuria e accatastati alla meno peggio in fatiscenti locali, umidi e assediati da topi.
Grazie a lui l'archivio è oggi un punto di riferimento importante per ricercatori e studiosi, tanto da essere dichiarato, come sottolineato dal vescovo Renzo, “di notevole interesse storico, dalla Sovrintendenza ai beni culturali e archivistici”. Senza l'impegno di Luzzi, ha sottolineato Ramondino, tanti documenti storici, certosinamente recuperati, oggi non sarebbero fruibili. Tra questi la prima testimonianza scritta delle visita pastorale del 1486 del vescovo Del Tufo, che con il sostegno della Regione Calabria sarebbe opportuno digitalizzare. Nel corso dell'incontro hanno dato testimonianza dell'opera, oltre a Ramondino e Renzo, don Bruno Cannatelli, suor Lucia Toribio, Piero Cullari, Mario Crupi e Antonio Tripodi.
