Camillo Falvo è "Operatore d'Oro" 2023: "Nella lotta alle cosche tanta strada è stata fatta"
Quattro anni esatti dopo l'operazione Rinascita e due mesi dalla sentenza che ha stangato le cosche del Vibonese, gli istituti superiori della città capoluogo hanno voluto rendere omaggio al procuratore della Repubblica Camillo Falvo, che ha contribuito in modo sostanziale alla fase investigativa, consegnandogli il premio l'Operatore d'Oro, giunto alla sedicesima edizione. La cerimonia si è tenuta nell'auditorium del liceo classico M. Morelli, al cospetto di tutte le autorità politico-istituzionali del territorio, concordi rispetto all'importanza dell'operato di un magistrato che ha dato una spinta propulsiva importante alle indagini contro la criminalità organizzata. E Camillo Falvo, stimolati anche dall'intervento degli studenti oltre che da quello dei dirigenti scolastici, coordinati dal preside del Morelli-Colao Raffaele Suppa: " Avrei voluto ritornare in Sicilia da dove ero partito anni prima. Ma Gratteri mi chiese di rimanere in Calabria e di venire a Vibo perché avremmo dovuto concludere il lavoro iniziato”. Emozionato come poche volte, attento alle parole degli studenti e dei dirigenti scolastici, convinto che “tanta strada sia stata fatta in questi anni e che molte cose siano cambiate”, il procuratore della Repubblica Camillo Falvo ha raccontato il new deal di un territorio per il quale, fino a qualche anno addietro, il destino sembrava pressochè segnato. E lo ha fatto nel giorno in cui, gli istituti superiori vibonesi, coordinati dal liceo classico M. Morelli e dal suo dirigente, Raffaele Suppa, gli hanno consegnato un riconoscimento importante, con una precisa motivazione: “Aver avuto la capacità di ridare fiducia alla società civile, attraverso l’impegno attivo nella lotta alla ‘ndrangheta, in difesa dello stato e della legalità e per aver contribuito a diffondere il valore della giustizia”. Parole incise su una targa, realizzata da Valentina Garruzzo, allieva del liceo artistico D. Colao, con la collaborazione dei suoi docenti, Papalia e Pancari. E’ accaduto tutto ieri, a quattro anni esatti dall’operazione Rinascita, nell’auditorium gremito del liceo Morelli, con il consueto sostegno anche dell’associazione Libera e della Consulta studentesca, capitanata dalla referente regionale Franca Falduto e rappresentata da Filippo Daffinà.
Ha ricordato i suoi trascorsi, Camillo Falvo: la sua infanzia in una famiglia semplice ma stracolma di valori e gli studi, che lo avrebbero portato a volare così alto. E non ha esitato a spiegare ai ragazzi che si stanno raccogliendo i primi frutti. “Sono arrivato in Calabria nel 2014 –ha chiosato - ma oggi c’è un’altra consapevolezza rispetto a dieci anni fa. La malapianta non è stata del tutto eliminata, però è stata isolata. Si è capito, finalmente, da che parte bisogna stare”. Adesso bisogna convincere le future generazioni a rimanere qui. “Molti giovani vanno via –ha rammentato Raffaele Suppa -perché non hanno più fiducia nelle istituzioni, il nostro compito è quello di restituirgliela”. Ma certo, con i boss del Vibonese in carcere ed alcuni all’ergastolo questa magistratura, un importante passo in avanti lo ha fatto.
