'Ndrangheta nel Vibonese, pesante condanna per un killer (NOMI)
La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha emesso una sentenza definitiva che conferma la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Fortuna, residente a Sant'Onofrio, ritenuto uno degli esecutori materiali dell'omicidio di Domenico Di Leo, noto come "Micu Catalanu", avvenuto il 12 luglio 2004 nel medesimo comune.
La decisione della Corte Suprema rappresenta un punto di svolta in questa vicenda giudiziaria, avendo confermato la sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro del 25 novembre 2022, che aveva ribaltato una sentenza di assoluzione. Tale sentenza era stata annullata con rinvio, portando finalmente a una conclusione definitiva del caso.
Domenico Di Leo, noto come "Micu Catalanu", era considerato dalle autorità un membro del clan Bonavota, appartenente alla falange armata. Il suo tragico destino fu segnato da un violento scontro con i figli del defunto capo clan Vincenzo Bonavota, che culminò nell'agghiacciante sparatoria del luglio 2004. Sul luogo del crimine, gli investigatori rinvennero oltre 45 bossoli di armi da fuoco, testimonianza della ferocia dell'attacco.
La svolta decisiva nelle indagini è giunta dalle dichiarazioni di Andrea Mantella, un collaboratore di giustizia che nel corso di un interrogatorio nel maggio 2016 confessò di essere stato uno degli autori materiali dell'omicidio di Di Leo. Mantella coinvolse anche Francesco Fortuna e Francesco Scrugli, affermando di aver pianificato l'agguato mortale durante alcune riunioni.
