Bambina bulgara comprata e maltrattata a Palmi, arrestata un medico (NOME)
La minore costretta a vivere in condizioni igieniche disumane, a quattro anni non cammina bene e non sa parlare
Una bambina comprata come fosse un sacco di patate, maltrattata e rinchiusa in casa come un animale; peggio di un animale se si tiene conto delle condizioni igieniche in cui sarebbe stata costretta a vivere. È un racconto dell’orrore quello che arriva da Palmi, una storia di disumana crudeltà nella quale è rimasta coinvolta una donna, un medico dell’Asp di Reggio Calabria, e il suo compagno di nazionalità bulgara. Nella giornata di ieri, dopo un anno di indagine, la polizia giudiziaria di Palmi ha arrestato la donna, Maria Rosa Iannino, medico dell’Azienda sanitaria reggina, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Palmi Carlo Alberto Indellicati. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta del pm Anna Pensabene.
La fonte Le indagini, secondo quanto appreso, sono iniziate a seguito di una segnalazione pervenuta alla responsabile dell’aliquota della polizia presso la procura di Palmi. Secondo la fonte, una bambina minorenne viveva in un ambiente malsano e le era impedito di uscire di casa. La piccola stava insieme a una donna, la Iannino, che finiva sotto indagine.
Compiuti gli accertamenti preliminari, per individuare i componenti del nucleo familiare e verificare la presenza di minori nell’abitazione di residenza della coppia, il 27 febbraio 2017 la polizia giudiziaria si era recata a casa che la donna divideva con il suo convivente avendo modo di constatare la veridicità delle informazioni fornite dalla fonte.
Maltrattamenti Secondo quanto appreso, la bambina era costretta a vivere in condizioni igieniche disumane , con indosso abiti logori e sporchi, non della sua taglia, ed i capelli annodati che denotavano la totale assenza di igiene personale. La bimba non saprebbe parlare, commina con difficoltà e porterebbe ancora il pannolino nonostante abbia quasi quattro anni. La Iannino, che all’arrivo degli operatori di polizia aveva negato la presenza in casa di una bambina, ha ammesso che si trattava della figlia naturale del marito, al momento assente in quanto rientrato in patria per motivi familiari. Alfa luce di quanto sopra è stato, quindi, indispensabile richiedere I’intervento dei servizi sociali di Palmi dopo aver avvisato il pm di turno della Procura per i Minorenni di Reggio Calabria. Il magistrato ha disposto il temporaneo affidamento ai servizi sociali con collocazione in una struttura protetta. La bambina è stata sottoposta a visita medica specialistica nel reparto di pediatria deIl'ospedaIe di Polistena.
Comprata La successiva attività investigativa avrebbe consentito di accertare, inoltre, che vi era richiesta di adozione da parte dell’indagata al Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, poi revocata in seguito al diniego del suo convivente bulgaro di sottoporsi ad accertamenti genetici disposti dal Tribunale per verificarne l’effettiva paternità. Tale test è stato effettuato mediante prelievo di materiale organico dell’uomo effettuato in collaborazione con personale del Commissariato di Palmi: comparato a cura del Simef di Reggio Calabria con quello della minore, acquisito contestualmente dalla polizia giudiziaria procedente, è risultato che i due profili genotipici erano incompatibili. Pertanto le dichiarazioni rese dall’uomo all’Ufficio Anagrafe del Comune di Palmi e negli atti allegati alla richiesta di adozione si sono configurate false.
Il movimento di denaro A corollario delle indagini sono state sentite alcune persone a conoscenza dei fatti. Sono state interessate alla vicenda l’ambasciata bulgara in Italia e l’ambasciata italiana in Bulgaria per acquisire documentazione nel luogo di nascita della bambina. I conseguenti accertamenti bancari, estesi anche ad istituti esteri, riguardanti le movimentazioni di denaro di entrambi i coniugi, avrebbe fornito ulteriore elemento indiziario circa l’avvenuta compravendita della bambina.
