Mercoledì scorso l’approvazione in Consiglio provinciale, con quattro voti a favori e due contrari e con i consiglieri provinciali di minoranza che al momento del voto, per non mandare sotto il presidente Corrado L’Andolina, sono usciti dall’aula.

Una settimana dopo, il sindaco di Zambrone che in Consiglio ha problemi di numeri, incassa fuori dal consesso un’ampia maggioranza, oltre l’80per cento dei sindaci  che ha detto sì al Bilancio di previsione, che adesso deve tornare nuovamente in Consiglio provinciale per l’eventuale approvazione definitiva.

L’importante documento economico-finanziario è passato con il voto favorevole di 34 sindaci su un totale di 36 presenti. Gli unici due ad astenersi sono stati il primo cittadino di Capistrano, Marco Martino, e quello di San Nicola da Crissa, Giuseppe Condello, che hanno motivato con un’apposita dichiarazione di voto la loro decisione al riguardo.

Dopo gli interventi di natura tecnica del segretario generale, Domenico Arena e della responsabile della macro area economico-finanziaria dell’Ente, Caterina Gambino, è stata la volta di una comunicazione, dai connotati istituzionali, del presidente L’Andolina che ha reso edotta l’assemblea dei sindaci «delle interlocuzioni ufficiali, di carattere politico-istituzionale, intercorse con il Ministero dell’Interno e con l’Unione delle Province d’Italia, ai fini di una risoluzione definitiva delle problematiche economico-finanziarie dell’Ente». A prendere, subito dopo il presidente, la parola è stato il sindaco Martino: «Il mio dissenso nasce dal mancato coinvolgimento di noi sindaci in qualsiasi scelta amministrativa,nonché dall’analisi di un bilancio che, di fatto, paralizza la nostra realtà provinciale. Non accetto tale impostazione - ha evidenziato il sindaco di Capistrano - che svilisce il ruolo dei sindaci e penalizza i cittadini». Dello stesso tenore le dichiarazioni del primo cittadino di San Nicola da Crissa, Giuseppe Condello. «Il bilancio è un documento politico e lei,presidente, deve prendere atto di non avere più la fiducia della maggioranza che lo ha eletto pochi mesi fa; così come del resto è venuto alla luce anche nel corso degli ultimi consigli provinciali. Lei, inoltre, non si è confrontato con nessuno ed ha con la sua condotta amministrativa ingessato l’Ente. Pertanto - ha affermato, infine, Condello - dopo l’approvazione di questo documento finanziario, assai importante per la Provincia di Vibo, le chiedo di dimettersi».

Ad intervenire, manifestando i loro pareri favorevoli, ma chiedendo «maggiore coinvolgimento nelle scelte strategiche del territorio e, in particolare, in quelle che investono le loro realtà comunali sono stati, poi, i sindaci di Vibo Valentia, Maria Limardo, di Stefanaconi, Salvatore Solano e di Rombiolo, Domenico Petrolo. Quest’ultimi due hanno, inoltre, chiesto «un coinvolgimento politico dei rappresentanti istituzionali, regionali e nazionali, del Vibonese», auspicando da consiglieri regionali e parlamentari«un’assunzione di responsabilità, nei riguardi di un Ente che vive una situazione assai delicata che, se non adeguatamente affrontata, potrebbe riverberarsi in maniera ancora più deleteria sul territorio provinciale». A prendere la parola per evidenziare «l’assenza del Comune di Drapia dal Piano delle opere pubbliche, allegato al Bilancio», è stato,nelle fasi finali dell’assise, il sindaco Alessandro Porcelli, che ha chiesto pertanto di «sanare, al più presto, questa situazione assai penalizzante per la comunità che amministra».

Dopo il parere favorevole al Bilancio di Previsione2023-2025 espresso dall’assemblea dei sindaci, la parola adesso torna nuovamente al Consiglio provinciale per l’eventuale approvazione definitiva.